Bob Corn @Teatro Coppola – Catania, 19/02/2016

Peppe Trotta per TRISTE©

Ultimamente, chissà perchè, quando c’è un concerto a cui sono interessato mi ritrovo a combattere con le avversità. Influenze e malanni vari (vi assicuro che non ho una salute cagionevole) e qualche mese fa addirittura la neve (vi ricordo che chi scrive vive in Sicilia).

Alcune volte ho rinunciato, stavolta no.

bobcorn2Armato di un numero sufficiente di fazzolettini di carta e tanta pazienza sono arrivato al Teatro Coppola (splendida realtà autogestita da un’attiva parte della cittadinanza catanese) per il set di Bob Corn.

Tiziano “Tizio” Sgarbi arriva dalla provincia di Modena, ma se ascoltando le sue canzoni vi dicessero che è americano non fareste fatica a crederci. Il suo è un folk essenziale, poetico nella sua semplicità, sincero ed empatico.

Quando sale sul palco e comincia ad introdurre il primo brano immediatamente è chiaro che la sua musica rispecchia il suo carattere. Vuole il pubblico illuminato Bob, perché quello a cui si assiste ha il sapore di una chiacchierata tra amici, parole che incorniciano le canzoni, anch’esse in fondo brevi racconti di quelle che lui stesso definisce le sue sfighe.

In questa atmosfera intima scorrono le note di Lost in the mirror, Love turns around, You are my Island, Red between blacks alternate a cover di tracce di amici musicisti (Seppia di Setti) e alcune chicche decisamente inaspettate (To love somebody dei Bee Gees).

Ci sono spesso, al centro delle storie, le donne che Tizio ha incrociato negli anni e che nella ipotesi peggiore gli hanno lasciato almeno una canzone, perché  una storia la si può trovare ovunque, anche nel frenetico movimento di due occhi che attraverso i vetri di un automobile cercano l’arcobaleno trasformandosi in quella piccola magia dal titolo You the rainbow.

Gli ultimi brani Tizio li canta tra il pubblico, senza microfono, regalando dopo Wearing wings una essenziale quanto romantica versione di I see a darkness, caposaldo del re dei cantautori barbuti, Bonnie Prince Billy, e concludendo con un ultima rivisitazione, Il paese dei Nomadi.

Concerto finito, resta la voglia di scambiare ancora due parole con chi ci ha regalato una bellissima serata.

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