Nick Urick – Sweet Stranger

Marica Notte per TRISTE©

Per quanto ci affatichiamo a voler tenere tutto sotto il nostro controllo, accade che a volte le cose ci sfuggano. Vanno via con semplicità e non fanno molto rumore, come quando si cammina sulla neve (o per rimanere in tema estivo sulla spiaggia) e tutto tace. Le impronte che lasciamo sono la traccia del nostro cammino che è passato di lì per andare oltre.

Per quanto cerchiamo di voler dare importanza al nostro vissuto con fatti, eventi e cose di ogni genere può succedere che a volte si possa trovar successo e altre fallimento. I pesi della bilancia sono due, l’equilibrio sta nel mezzo. E nel mezzo ci sono e restano molte di quelle cose che si celano alla nostra vista.

Il coraggio come la tenacia può fortificarci ma può anche creare illusioni che sappiamo essere tali ancor prima di iniziare. Qualsiasi sia l’inizio sappiamo già quale possa essere la fine.

Urick
Questa piccola, ingenua, superflua e forse insignificante entrata in scena è arrivata alla mente e alle mani senza che me ne accorgessi. Così come arrivano da lontano suoni e ricordi. Melodie e parole che tessute insieme diventano richieste di aiuto e echi che riportano indietro la tua voce che dispersa accarezza vette di montagna e fiori estivi nei campi pronti per rinnovarsi.

Da lontano arriva anche Nick Urick (Chicago, Illinois) che con Sweet Strangers esprime se stesso in un brano che è a metà tra una spiegazione attesa e mai giunta e un rimedio alla buona.

I testi si scrivono per essere letti e cantati per questo noi mettiamo gli occhi su queste frasi spezzate a metà  mentre la voce la lasciamo a  Nick Urick .

“Dreamers are always at fault, they cannot make up their mind
believers belong in a cult
they should see the comfort in dying
grievers, some have lost everything
they cannot help it when they cry
liars, they speak to a fall
until they believe their own lies

tell me, under which tree do i fall?
all of these things wouldn’t bother me at all
always ten bucks short, and around six feet tall
tell me, under which tree do i fall?

blind ones hear everything
only see it in their mind
the kind ones try to solve your issues
in a vain attempt to empathize
schemers, we will say anything!
to get what we need from you
but dreamers, they’re the crucial ones here
we need to keep them alive

tell me, under which tree do i fall?
all of these things wouldn’t bother me at all
always ten bucks short, and around six feet tall
tell me, under which tree do i fall?”

A volte basta davvero poco per trovare un minuto di pace, di tranquillità e sano equilibrio fisico e mentale.. Poi c’è sempre il mare e la montagna (io, purtroppo, ancora devo imparare a nuotare e a scalare ripidi sentieri).

P.s: Perdonate il mio ritorno così TRISTE, ma l’estate tarda a venire…

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