Emma Russack – Permanent Vacation

Marica Notte per TRISTE©

Io sono nata d’estate. Ma dell’estate non ho nulla: non ho la frenesia, l’eccitazione, la voglia di approfittare della luce, del caldo, del sole e del mare fino a volerne ancora.

Le troppe ore di luce mi destabilizzano, mi accecano e mi confondono. Ho bisogno che il buio non ritardi ad arrivare; ho bisogno di vivere i giorni rispettando la sequenza mattina-pomeriggio-sera.

Per questo la stagione che mi dà pace e mi conforta è l’Autunno della montagna e l’inverno della città. E se molta parte del regno animale va in letargo io rinasco.

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Benjamin Clementine @Auditorium Parco della Musica – Roma, 25/07/2017

Marica Notte per TRISTE©

D’un tratto il vento sta portando nuvole sul cielo di Roma (chissà prima dov’erano), ma sembra quasi che non ci sia del tutto la voglia di lavare questa città sporca di delusioni.

Si mescolano, al tumulto della frenesia, le note di non so bene chi, emesse dalla radio di una macchina parcheggiata in sosta vietata (dalla finestra di casa riesco a vedere buona parte della via). Ma in strada tutto è permesso: è concesso trasformare e ribaltare i permessi in divieti, il legale in illegale, il visibile in invisibile, la parola in mimo e il mimo in occhiate sfuggente.

Sulla strada porzioni di mondo abitano senza dare troppo nell’occhio. Ci sono individui che vivono solo con il cielo (con le mattine e le sere, le primavere e gli inverni) sulla testa, e forse con speranze che nutrono in realtà la consapevolezza di un presente che non ha intenzione di mutare.

Ma a volte la strada è davvero un punto di partenza per arrivare chi sa dove, e Benjamin Clementine è arrivato a Roma partendo da lontano.

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Vagabon – Infinite Worlds

Marica Notte per TRISTE©

Quando si hanno poche cose da dire è perché si vive regolarmente senza intromissioni di contro-regole.

Quando la tua vita è uno spostamento tra tre piccoli luoghi geografici italiani le cose non cambiano molto (solo la lingua del volgo cambia). Quando si vorrebbe avere una vita a metà tra le avventure di Indiana Jones e il Diario di Bridget Jones (solo ora noto l’omonimia del cognome), ma gli ostacoli principali sono le vertigini, il non sopportare insetti mortali, il non saper gestire molti maschi nello stesso tempo, allora semplicemente (e questo non implica direttamente l’accontentarsi) prendi atto che il volere una visione romantica della vita non è direttamente proporzionale al poter averla.

E il rischio è quello di creare un cerchio in cui tutto si ripete. Il cerchio, però, è una figura geometrica perfetta.

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Julie Byrne – Not Even Happiness

juliebyrne_notevenhappinessMarica Notte per TRISTE©

Non è una breve prosa moralistica questa, è un parlare sincero è un tentativo di rendere corporea la mente.

Io credo nell’anima. Credo nell’intoccabile, nell’indicibile, nell’inudibile. Perchè credo che dei sensi ci si possa servire anche al contrario.

Io credo nell’anima in vita e so che questo non vale del tutto, perché l’importanza di questo soffio, vento nel viale di ciliegi in fiori, deve essere eterna.

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Le Firme di TRISTE© – Top 5 2016

lefirmeditriste2016Io (Vieri), e Giacomo, anni fa abbiamo iniziato questa bella avventura chiamata ironicamente (ma non troppo, vista la mia presenza…) TRISTE©.

Ma le cose belle sono fatte per essere condivise. E noi abbiamo trovato una ottima compagnia.

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Gillian Frances – Born Yesterday

gillianfrances_bornyesterdayMarica Notte per TRISTE©

Alcune cose non si notano fin da subito, come se una sorta di distrazione sensitiva circondasse i nostri corpi moderni (fin troppo moderni).

La vista, da sempre, è l’organo conoscitivo per eccellenza: ci mette immediatamente in relazione alla cosa o all’essere/ente che ci sta di fronte percependone tutti gli aspetti caratterizzanti.

L’udito dà suono alla cosa/essere/ente vista, e sembra completarne la superficie (per addentrarsi bisogna gustare e annusare).

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Will Cookson – Ghosts of the Morning Sun

willcookson_ghostsofthemorningsunMarica Notte per TRISTE©

Una grande parentesi: senza molti giri di parole, senza creare un’ elaborata costruzione grammaticale, arrivo subito al dunque.

E il dunque di oggi è complesso, talmente disordinato che non può essere spiegato senza troppi giri di parole perchè in vortice girano, girano e non arrivano mai a prendere il fiocco della vittoria.

Oggi, senza nessun confessionale religioso (dove il più delle volte si esce convinti che quei peccati commessi valevano proprio la pena di essere vissuti), cerco di capire perché la musica salvi l’anima nei minuti quotidiani.

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