Will Cookson – Ghosts of the Morning Sun

willcookson_ghostsofthemorningsunMarica Notte per TRISTE©

Una grande parentesi: senza molti giri di parole, senza creare un’ elaborata costruzione grammaticale, arrivo subito al dunque.

E il dunque di oggi è complesso, talmente disordinato che non può essere spiegato senza troppi giri di parole perchè in vortice girano, girano e non arrivano mai a prendere il fiocco della vittoria.

Oggi, senza nessun confessionale religioso (dove il più delle volte si esce convinti che quei peccati commessi valevano proprio la pena di essere vissuti), cerco di capire perché la musica salvi l’anima nei minuti quotidiani.

Questa introduzione la scrissi qualche giorno fa (il giorno in cui avrei dovuto rispettare la scadenza di questa review). Poi però mi accorsi che forse era meglio fermarsi lì. Ma ho voluto lasciarla lo stesso perché continua ad essere vera, perchè continua ad essere vera questa mia semplice verità: la musica racconta storie segrete a tutti, e tutti danno nomi, finali, giustificazioni diverse ai racconti ascoltati.

Perchè ogni cosa ha in sé infiniti significati. In una voce risulta interessante anche quello che si nasconde dietro le parole pronunciate, come se per ogni nota ci fossa una non-nota, per ogni suono ci fosse il silenzio, per ogni intenzione ci fosse una piccola possibilità. E non tutti riescono a farlo.

Per questo bisogna dare ascolto a Will Cookson. La sua meravigliosa voce è entrata con delicatezza, come un lieve e fresco venticello autunnale, in una normale mattina di ottobre nella camera poco soleggiata. E fin da subito sembra curarti.

Cookson (Bristol, Uk) avrà di certo un dono che in pochi hanno perché in Ghosts of the Morning Sun (Ottobre 2016) riesce ad appagare ogni senso e ogni fantasia. In questo album, così come nei due lavori precedenti (Songs for a Sunday, 2008, e The Geometry of Dreams, 2011) la voce, che quasi come una cantilena ipnotica è rassicurante e fiduciosa e davvero di una bellezza autentica, come i suoni che sembrano uscire da vecchi carillons, dice in In the light of the stars: “We’ve been growing old / Too young too young And it’s getting cold / In the sun in the sun”

Quattro versi legati da rima baciata in prima e terza strofa, baciano anche il freddo e il sole dei versi sciolti, dando una luce ancora più luminosa e distante alle stelle, mentre in Ariadne’s Waltz siamo tutti invitati dalla voce al megafono a salire sulla giostra di paese illuminata a festa: “Time take me back through carousel dreams and zoetrope scenes / She stood in the rain beside the ghost train / Lost in the steam so I couldn’t quite see her”

E la testa gira, e le emozioni e la libertà di sentirsi un pò più leggeri cresce. Will Cookson va ringraziato e il modo migliore per farlo è dargli ascolto.

Dalla musica conosciamo la voce di migliaia di umani che senza corsi di psicoanalisi dicono all’anima quello che l’anima tace e vive in segreto.

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2 thoughts on “Will Cookson – Ghosts of the Morning Sun

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