William Patrick Corgan – Ogilala

Emanuele Chiti per TRISTE©

Hai presente quando ti ritrovi invischiato in una fissa, che sia amore, politica, tifo sportivo di ogni genere, e sei pronto a negare qualunque lampante verità pur di dire che la vittima della tua ossessione è nel giusto?

Ecco, è quello che è successo a me e a tanti altri giovani/non più giovani fan degli Smashing Pumpkins costretti a giustificare qualunque scelta di Billy Corgan (ora William Patrick Corgan..troppa lunga da spiegare, lasciamo stare) dal primo scioglimento delle Zucche in poi.

Goffi tentativi nel cercare di trovare del buono in quello che sfornava Billy, dal pop chitarristico degli Zwan all’ultimo tremendo disco a nome SP Monuments To An Elegy.

Ecco, partiamo con un’ultima difesa d’ufficio per noi tutti: Billy Corgan ha sempre scritto belle canzoni anche in questo lungo periodo di delirio, alcune comprese nei dischi ufficiali, altre relegate a b-side (prova provata: la b-side periodo Zeitgeist chiamata Stellar, forse la più bella canzone registrata dal nostro in studio dal 2000 in poi ma tirata fuori dal disco senza apparente motivo), altre addirittura eseguite solamente dal vivo e poi accantonate.

Una cosa che andrebbe seriamente studiata da un team di psichiatri, perché davvero una spiegazione plausibile non si trova (gusto dell’orrido? Non ci vogliamo credere). Aggiungiamo una produzione in studio davvero opinabile e dichiarazioni fatte più per provocare che per altro e Billy Corgan è diventato un meme negli ultimi anni (ma Oceania rimane un bel disco, riscopritelo).

In cuor mio (nostro) ho sempre sperato che Billy/William riuscisse a tirare fuori un disco di cui quantomeno non vergognarsi o tenerlo nascosto, una cosa che potesse, insomma, non essere derisa dai molti. Speranze che finalmente trovano riscontro nella realtà con questo Ogilala, disco per la prima volta prodotto o co-prodotto dal nostro con Rick Rubin.

Un disco semplice, fatto di chitarra acustica, pianoforte, archi e poco altro, dodici tracce impeccabili che parte dalla struggente pianistica Zowie, per proseguire con il giro folk di Processional e che trova grande soddisfazione anche dopo diversi e ripetuti ascolti nelle centrali The Long Goodbye, Half-Life of an Autodidact e in un altro numero piano-voce, cioè Mandarynne.

Anche la conclusione ci riporta alla mente che questa è la persona che ha scritto Disarm, In The Arms Of Sleep e tante altre gemme: Archer è forse il pezzo migliore del lotto, insieme alla già citata Mandarynne (poi un giorno capiremo pure perché Billy dia titoli alle canzoni volutamente scorretti grammaticalmente).

Nel giro promozionale di Ogilala Billy/William (davvero non so come chiamarlo senza pensare di sbagliare) è sembrata una persona lucida, sana di mente, senza astio per nessuno..fino a quando da Howard Stern ha detto che una volta ha incontrato un rettiliano.

Ma ok, per stavolta lo perdoniamo, ci accolliamo anche le storie sui rettiliani purché escano ancora dischi più che piacevoli come Ogilala.

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