The Heliocentrics @Roma Incontra il Mondo @Villa Ada – Roma, 02/08/2017

Emanuele Chiti per TRISTE©

Non so come mai gli Heliocentrics si chiamino così, immagino per un riferimento alla teoria che il sole sia al centro del sistema solare, ma appena lessi la prima volta il nome del gruppo li andai ad ascoltare perché sì, su di me a volte è il fatto che un nome mi piaccia o no che mi porta ad incuriosirmi di una band.

Teoria pericolosa, ma questa è un’altra storia

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Will Graefe – North America

Emanuele Chiti per TRISTE©

Nomen omen.

Sì, c’è tanta, tanta America in questo disco di Will Graefe uscito per Pretty Purgatory, intesa come spazi rurali immensi, vallate, il mare come meta finale ma che sembra non arrivare mai, chitarre “Americana” a iosa.

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Alex G – Rocket

Emanuele Chiti per TRISTE©

Non so cosa renda sacro per alcuni di noi “appassionati di musica” il concetto di musica anni ’90: forse il fatto che a quei suoni siano legati indissolubilmente momenti di libertà, di sentirsi parte di qualcosa di più grande e più bello della realtà che ci circondava (e pensare che ora in fondo, almeno qui a Roma, è tutto molto più brutto).

Forse ci piacevano solo le chitarre roboanti e le voci sgraziate, le grida e Kurt Cobain. O forse perché quello è stato il decennio in qui sono usciti gli ultimi grandi dischi “rock” che si possano includere in un’eventuale Enciclopedia del Rock (che non comprerò mai).

E grandi canzoni.

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Real Estate – In Mind

Emanuele Chiti per TRISTE©

Nel variopinto universo dell’indie internazionale, la classica configurazione voce/due chitarre/basso/batteria a volte tastiere rimane l’assetto principale e preponderante.

I Real Estate non fanno eccezione.

Ma con una differenza: sono tra le poche band che, sembra strano dirlo, fanno “cantare” i propri strumenti. Continua a leggere

Tim Darcy – Saturday Night

timdarcysaturdaynightEmanuele Chiti per TRISTE©

Dal primo album degli Ought che ascoltai (More Than Any Other Day) rimasi folgorato dalla traccia numero tre, Habit: era come se i Talking Heads avessero ripreso le chitarre in mano e, seguendo la lezione del noise anni 80/90, avessero composto una traccia scintillante (e pure di più).

Da quel momento li ho persi di vista, ma ecco il frontman Tim Darcy che rispunta fuori con un disco solista.

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Spartiti – Servizio d’ordine

spartiti_serviziodordineEmanuele Chiti per TRISTE©

“E delle sere a strappare i biglietti c’è un assessore, delle sere Jukka Reverberi…” cantava Max Collini ai tempi del debutto degli Offlaga Disco Pax.

La canzone era Piccola Pietroburgo, forse il punto più alto di Socialismo Tascabile. E il progetto Spartiti è in un certo senso un “ritorno a casa”, una casa forse mai lasciata almeno da Collini, e una colpa non gliela si può fare: se il tuo mondo è quello e ti viene bene descrivercelo..avanti così.

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