Florist – Emily Alone

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

La solitudine è vista, in genere, con una accezione negativa. Qualcosa di non lontano dalla depressione o, nella migliore delle ipotesi, come timidezza o avversione verso gli altri.

Ma la solitudine può essere una dimensione estremamente positiva, in cui ci si riappropria dei propri pensieri, del rapporto con dei luoghi e con delle sensazioni. Un momento in cui ricaricarsi, ri-centrarsi e da cui ripartire proprio per riaprirsi con maggiore energia e consapevolezza agli altri.

E in questa società, riuscire ad essere soli è sempre più complicato.

Tutta la positività e l’effetto “curativo” della solitudine sembra uscire da ogni nota e ogni lirica (anche quelle più malinconiche, che la malinconia sempre ha un retrogusto dolce) del nuovo album del progetto Florist di Emily Sprague.

Già dal titolo, Emily Alone, le cose sono messe in chiaro: dopo gli ottimi primi due album in  e alcuni ep in versione “full band” di cui in parte vi avevamo parlato sulle nostre pagine (qui e qui), la cantautrice losangelina ha deciso di prendersi del tempo per sè per ritrovare una dimensione più intima e personale, anche come parte del processo di recupero da un grave incidente da lei subito. Non che questo debba vedersi come la fine della dimensione collaborativa del progetto, ma appunto come un naturale momento di introspezione.

Le sonorità bedroom pop che avevano caratterizzato il progetto, si tramutano qui come per necessità in un delicato folk pieno di una luminusità propria delle primo mattino: ogni pezzo di Emily Alone sembra perfetto per accompagnare il risveglio dell’ascoltatore (Celebration, M, Time is a dark feeling, Shadow Bloom).

E se è vero che il disco è anche il racconto della convalescenza (e della conseguente solitudine), anche nei pezzi più “crepuscolari” (Moon Begins, Rain Song) la Sprang riesce a dare un taglio distaccato e positivo: “It’s painful/But I don’t feel pain at all”.

Questo disco è davvero una splendida gemma che si aggiunge alla già ottima discografia del progetto Florist. Usatelo per isolarvi. Non ve ne pentirete.

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