Phantogram – Ceremony

ceremony

Carlotta Corsi per TRISTE©

Giusto ieri pensavo alle playlist che creavo sul mio lettore mp3 quando avevo diciassette anni.
Ho faticato a ricordare nomi di alcune band oramai sparite, tra cui gli Animal Kingdom, (The Looking Away, l’ultimo lavoro, risale al 2012) dei quali ricordavo solo il video Vevo di una loro canzone con il titolo che “sicuramente aveva a che fare con strangers”.

Sapete allora che ho fatto?
Ho aperto Facebook e come una pazza sono andata sulla sezione che mi permetteva di tornare ai post relativi a quel periodo, – che sono poi i primi post in assoluto quindi super cringe – e, anche se a fatica, l’ho trovato.
Cacchio che bello! Che sensazione stupenda! Ricordavo di aver pubblicato quella canzone circa seimila volte, ma credo sarei impazzita se non avessi trovato risposta (wow).

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HMLTD – West of Eden

hmltd

Francesco Giordani per TRISTE©

Una storia ragionata delle band che “non ce l’hanno fatta” andrebbe prima o poi scritta. Anzi, da qualcuno probabilmente è già stata scritta e magari io non lo so.
A pensarci, una simile storia sarebbe più lunga e talvolta anche più avvincente di quella delle band per così dire “vincitrici”.
Perché il fallimento, come notato da molti, ha una fantasia infinitamente superiore al successo.
O forse no, chi lo sa. Del resto che cosa significa esattamente “farcela” per una pop band? Tante cose diverse.
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Tops – I Feel Alive

TOPS - I Feel Alive

Giulio Tomasi per TRISTE©

Ha senso oggi produrre un’opera del genere in cui omaggi e riferimenti sono palesi? Prima di rispondere a questa domanda vi racconto cosa c’è dentro questo “I Feel Alive”.

Si comincia con “Direct Sunlight”, numero lounge retrò quanto giocattoloso, sarebbe piaciuta al nostro Detto Mariano, scomparso da pochi giorni. Il pezzo mette subito in chiaro che qui si respira a pieni polmoni un’atmosfera vintage.

La conferma si manifesta procedendo con la title track, tra i Fleetwod Mac e la sigla di qualche sit-com d’annata.

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Dan Lyons – SubSuburbia

dan lyons

Francesco Giordani per TRISTE©

Vorrei scrivere qualcosa sul tempo. Già, il tempo.
Ovvero quella sostanza indefinita ma tangibile che, parrebbe, questa tragica epidemia ci dona e ci ruba in pari misura.
Mai abbiamo avuto così tanto tempo a disposizione, mai abbiamo avuto così poche cose da fare per riempirlo, in apparenza.

In questi giorni poveri di tutto ma in compenso, come già notato su queste pagine, ricchissimi di tempo, ebbene, in questi giorni spesso vuoti, ripetitivi e assai difficili da “impegnare” in un qualcosa di minimamente sensato che non sia il mangiare o il dormire, assistiamo ad un’inflazione temporale che forse prelude ad una bancarotta: il tempo si moltiplica ma moltiplicandosi si svaluta e svalutandosi si annulla.
Non passa più.

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