Choir Boy – Gathering Swans

Gathering Swans

Francesco Giordani per TRISTE©

Ogni tanto ci penso. Quanti album scomparsi in questi mesi. Album magari assolutamente meritevoli di elogi come, per restare sul personale, l’insperato ritorno degli Strokes o l’esordio dei Porridge Radio, scivolati inesorabilmente sotto il peso della maledetta pandemia nel fondo limaccioso dei trafiletti di un Guardian qualunque.

Il meraviglioso feuilleton settimanale dei nostri ascolti si è del resto impoverito di colpi di scena, le trame ridotte all’osso, i twist e le new entry rimandati a settimane più miti e rilassate, tanto che vien quasi il sospetto che Pitchfork, ben conscia della drammatica situazione, abbia pensato di appioppare un sin troppo ingombrante Nobel per la musica alla grande, grandissima anzi, Fiona Apple, pur di restituire un po’ di vitalità (magari anche polemica) a quel fenomeno bislacco e unico nel suo genere che è il dibattito sulla musica pop. Fenomeno nel quale, lo sappiamo bene, discorso e oggetto del discorso non sono mai del tutto separabili.

Eppure di musica se ne continua ovviamente ad ascoltare a bizzeffe. E se l’azione decostruttiva dei potentissimi solventi algoritmici di Spotify scioglie e spezzetta i nostri ascolti in una pastella sonora audio-solubile senza capo né coda (come ben sanno i mefistofelici – ma sempre pessimi- 1975, che pubblicano ormai direttamente playlist di tutto un po’), con un minimo di attenzione (e fortuna) si scovano ancora piccole pepite sonore della massima lucentezza.

Se il post-punk di Do Nothing (da Nottingham, ep Zero Dollar Bill) ed Egyptian Blue (da Brighton, ep Body of Itch) continua a picchiare duro sull’incudine fugaziano forgiato dagli IDLES (che assieme ai cugini Fountains D.C. e Shame rivedremo entro l’anno), le incursioni art-pop di Pottery (da Montreal, ep Hot Heater) e Squid (di nuovo Brighton, ep Town Centre + magnifico nuovo singolo Broadcaster) risvegliano a turno memorie piacevolmente confuse di Orange Juice, Wire e Talking Heads.  Senza tralasciare il delizioso canzoniere che Julia Bardo (bresciana trapiantata a Manchester, già nei Working Men’s Club) racchiude nel suo mini Phase, in odor di Angel Olsen e Weyes Blood, o l’eccellente Bartstool Preaching degli Hotel Lux (Portsmouth), notevolissimo bugiardino di minimo brit-pop portatile.

Fra tante leccornie da migliore pasticceria britannica segnalo volentieri, soprattutto ai lettori più inguaribilmente romantici, l’inglesissimo Gathering Swans, secondo album dei Choir Boy. Band che tuttavia, biografia alla mano, scopro ben presto provenire non da Londra o Liverpool, come incautamente ipotizzato, bensì da Salt Lake City (Utah).

Sotto la guida del mercuriale e assai macabro pierrot Adam Klopp –visivamente a mezza via fra Robert Smith, Alice Cooper ed Ariel Pink ma con una voce incredibilmente angelicata alla Billy McKenzie- questi quattro Inglesi immaginari rimescolano le melanconie pop di band ottantiane minori ma a loro modo immortali come Lotus Eaters, China Crisis, Associates o Modern English in un perlaceo hypnagogic pop dai bagliori struggenti. Prodigi di grazia saturnina come Toxic Eye, Complainer, Ghatering Swans e Nites Like This lasciano infatti a bocca aperta e, quando arriva Sweet Candy, l’impressione di trovarsi di fronte ad una delle più belle canzoni pop del 2020 si trasforma in certezza già al secondo ascolto.

Klopp, cresciuto a fumetti, punk e Vangelo -come già Jonathan Pierce degli omologhi Drums-, con quel suo outfit misfitsiano “glamourosamente grottesco” (per sua esplicita ammissione) si interroga sul senso dei rapporti umani, insegue le filosofie morrisseyane in punta di ugola (sentite Shatter, quasi un’outtake dei migliori Wild Beasts), reclamando il primato del sentimentale a discapito del nichilismo dilagante. Nel farlo strappa spesso una lacrima segreta.

Ci attende un’estate anomala, lo sappiamo bene. Ognuno a suo modo già da tempo vi si sta preparando. Per questo raccomando: nel vostro zainetto, assieme ad asciugamano, crema solare e mascherina, non dimenticate di mettere un disco come Gathering Swans.
Non ve ne pentirete.

 

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