Sophie Jamieson – Choosing

Francesco Amoroso per TRISTE©

Sophie Jamieson arriva da Londra e scrive canzoni intime, fragili, viscerali e disperatamente oneste.
Forse, nel leggere una presentazione del genere, avrete pensato che, in fondo, non ci sono particolari novità e che di giovani musiciste che cantano indossando il proprio cuore sulle maniche* (dovrei dire “cantano con il cuore in mano”, ma la traduzione letterale dell’espressione inglese, amata da Shakespeare, mi sembra decisamente più d’effetto) ce ne sono tante.
Allora vi avverto subito: Sophie Jamieson eleva queste caratteristiche all’ennesima potenza.
Quando ho avuto occasione di parlarle (sempre grazie a Rockerilla!), mentre mi raccontava, con estremo candore, le vicissitudini che hanno preceduto (e ritardato) l’uscita di Choosing, il suo album d’esordio, più volte ho avuto la sensazione che Sophie si trovasse sull’orlo della commozione, che la sua confessione fosse così emotivamente sentita che proseguire le pesasse. Eppure le sue risposte hanno continuato ad arrivare, sincere, dirette, crude. A costo di farsi male.

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Field School – When Summer Comes

Francesco Amoroso per TRISTE©

Piovve tutta la notte
Sulle memorie dell’estate”
(A. Pozzi, Morte di una stagione)

Ho vanamente tentato di rovistare nella memoria, alla ricerca di questi due brevi versi della poetessa Antonia Pozzi citati in esergo, ma ho dovuto arrendermi (arrendermi al decadimento della memoria, ma anche al mio cervello sempre più pigro e abituato ai supporti tecnologici) e, nel cercarli in rete, mi sono imbattuto in quello che, un’altra poetessa, Cristina Campo -che, confesso, conosco pochissimo-, scriveva a un’amica: “Antonia Pozzi dice: Piovve tutta la notte sulle memorie dell’estate. Così voglio credere che stamattina sia settembre — le memorie di questa estate già sepolte, come le foglie fradicie. Bisogna vivere tutto fino in fondo. Ogni volta che si torna indietro è per tracciare di nuovo il cerchio, ancora e ancora finché non sia perfetto.“ (dalla lettera a Margherita Pieracci Harwell del 27 luglio 1957. Cristina Campo – Lettere a Mita).
When Summer Comes, l’album d’esordio di Field School, nome d’arte di Charles Bert, con le sue dodici canzoni, afferma esattamente quello che prima Antonia Pozzi e poi Cristina Campo avevano così magnificamente espresso.
Ma andiamo in ordine.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 94: Sophie Jamieson

Sophie Jamieson (©Tatjana Rueegsegger)

Sophie Jamieson comes from London and writes intimate, fragile, visceral and painfully honest songs. She explores pain, addiction and loneliness with courage and brutal sincerity as it is the only way to face her demons and to emerge victorious from the struggle.
Her first EP, Where was released in 2013. A single, Stain / Other, followed one year later, but personal issues kept her out from the scene for four years.
It was only in 2019, that she started writing songs again. Since then, Sophie Jamieson has released two EPs, Hammer and Release, dealing, starkly and without self-pity, depression and isolation, and the struggles it takes to get out of it. Her debut album is called Choosing and will be out tomorrow December 2nd on Bella Union. On the new record Jamieson explicitly addresses self-destructive behavior in an attempt to pull herself out of a downward spiral and making choices, however difficult and painful they may be.

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The Big Moon – Here Is Everything

Francesco Giordani per TRISTE©

In quanto “diarista” musicale e avendo per di più letto sulle pagine di questo sito, a proposito di If You’re Feeling Sinister, che “ogni album che abbiamo amato, di solito, è legato a un momento specifico della nostra esistenza, ne costituisce la colonna sonora” (parole che firmerei, se necessario, con il sangue), mi sento autorizzato a raccontarvi la storia che segue.

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Federico Madeddu Giuntoli – The Text and the Form

Peppe Trotta per TRISTE©

Il tempo viaggia veloce assecondando i dettami imposti da un vivere postmoderno sempre più frenetico e poco incline alla riflessione. Esserci sempre, produrre instancabilmente, seguire le linee del gusto imperante. Eppure in tutta questa frenesia c’è chi riesce ad essere voce fuori dal coro, chi sceglie la propria strada interrogando se stesso piuttosto che adeguarsi. E da questa premessa spesso nasce linfa fertile distillata con grazia inusuale e capace di colpire dritto al cuore.

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