Francesco Amoroso per TRISTE©
“Time goes by in a curtain grove/And time it will stand still
Remember the time of your first love/Looking out of the windowsill“
Una delle affermazioni più insensate che ho letto negli ultimi anni riguardo la musica è che, secondo alcuni, essa dovrebbe avere una destinazione, uno scopo, dovrebbe arrivare da qualche parte e spiegare il perché del viaggio.
Ho l’impressione che questo rapporto con la musica abbia molto a che vedere con un approccio alla vita molto pragmatico e materiale: ogni nostra azione, ogni momento della nostra esistenza deve essere indirizzato verso un fine, verso uno scopo. Non c’è tempo per lasciarsi andare alle sensazioni, non possiamo lasciare che le emozioni scorrano dentro di noi. Chi si ferma, del resto, è perduto.
Per quanto rispettabile possa essere ogni opinione, mi sento davvero lontanissimo da questo modo di vedere le cose e credo che Christopher Porpora, in arte Cheval Sombre, la pensi un po’ come me. Non ho mai parlato con lui, se non fugacemente, via email, eppure con il suo progetto giunto al terzo lavoro, sento che Chris sia uno che sta attraversando la vita più che puntando dritto verso una meta, semplicemente alla (rilassata) ricerca della bellezza (“Music doesn’t have to be so ambitious all of the time. There is a place in music where we might suggest something eternal, a refuge”).
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