Francesco Amoroso per TRISTE©
“Questo miraggio delle partite o delle vite senza sbagli: no, Miša si teneva volentieri il fallimento. Si teneva la vulnerabilità e lo scompiglio. Tanto valeva ubriacarsi o combinare pasticci, ma rispettare sempre la dignità del singolo essere umano: gentilezza e generosità erano migliori di una rettitudine che, nel nome di se stessa, non esitava a calpestare gli altri.“
(Giorgio Fontana, Il Mago di Riga)
Non credo ci sia qualcosa di più efficace di una voce e una chitarra acustica per trasmettere la vulnerabilità e lo scompiglio dell’animo umano, per certificare un dignitoso fallimento o per raccontare di gentilezza e generosità che a volte si spingono quasi fino all’autolesionismo.
Una voce, una chitarra acustica e poco più riescono a provocarmi epifanie, improvvise e inaspettate, rivelazioni che qualcosa di più profondo, più significativo può risiedere o essere portato alla luce da un gesto, un oggetto, una situazione quotidiana, una frase letta distrattamente in un romanzo sugli scacchi, una canzone.




