Francesco Amoroso per TRISTE©
“Yesterday
All my troubles seemed so far away
Now it looks as though they’re here to stay
Oh, I believe in yesterday
Suddenly
I’m not half the man I used to be
There’s a shadow hanging over me
Oh, yesterday came suddenly“
La tentazione è davvero forte. Tutto congiura. Sono circondato.
Oggi è il mio compleanno (e faccio fatica a pensare a quanti anni io compia). E sono esattamente 40 anni che la nazionale italiana di calcio ha vinto i mondiali di Spagna, sconfiggendo in finale la Germania OVEST (potrei citare tutti i marcatori e dove ho visto ogni singola partita, ma ve lo risparmio). I social network sono pieni di foto in bianco e nero o dai colori ormai sbiaditi: i costumi da bagno improbabili, le canottiere, le magliette strettissime, gli zoccoli del Dott. Scholl, le permanenti, le cabine sulla spiaggia, i biliardini.
Le canzoni uscivano dai juke-box.
Non voglio abbandonarmi alla nostalgia, non voglio rivivere per la quarantesima volta quel pomeriggio (e quella serata) che hanno rappresentato lo zenith della mia infanzia, al centro dell’attenzione, circondato dalle persone che amavo e con Pablito, Marcotardelli e Spillo che mi portavano al settimo cielo.
Non voglio perché so perfettamente che quella felicità pura, incontaminata, assoluta, nell’inconsapevolezza che tutto di lì a poco (l’adolescenza è probabilmente iniziata già nel successivo mese di agosto…) sarebbe stato diverso, non possono che essere dolci ricordi passeggeri che mi porteranno il magone e un senso di perdita doloroso, ma anche dolcissimo. Sensazioni nelle quali sono consapevole che mi perderei, perché, da sempre il naufragar m’è dolce in questo mare.
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