Stefano Guzzetti – Lumen

Peppe Trotta per TRISTE©

Quante immagini possono trovarsi racchiuse nella danza di una fiamma? Quanto tempo si può rimanere rapiti dal suo incessante moto?
Credo sia capitato a tutti almeno una volta di lasciarsi affascinare dall’incanto di una luce indomita, sorgente inesauribile di storie da immaginare.
Racconti di felicità leggere e di malinconie profonde, fiabe attraverso cui rappresentare le emozioni della vita quotidiana.

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Raoul Vignal – Years In Marble

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Il passato non smette mai di perseguitarci. I nostri sogni sono spesso infestati dai fantasmi che di giorno sembrano averci abbandonato definitivamente e che, invece, magari complice una cena troppo pesante o l’opprimente caldo umido dell’estate, tornano per inchiodarci alle nostre manchevolezze, ai nostri errori, ai nostri rimpianti.

E, una volta svegli, le ombre di quegli stessi fantasmi stentano a diradarsi. Davanti ai nostri occhi e nella nostra mente si è depositata una patina, una polvere sottile che, per un po’ di tempo, offuscherà il presente, permettendo al passato di sfruttare ogni piccola crepa per insinuarsi subdolamente e invadere il nostro presente, come una malaerba, di solito, ma, talvolta, se siamo fortunati, come un vago sentore di fiori, un profumo lontano e gradito.
Gli anni del nostro passato sono scolpiti nel marmo e non è possibile lavarli via con un semplice colpo di spugna.

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The Catenary Wires – Birling Gap

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Basta fare un giro sulla pagina wikipedia (evitando accuratamente l’imbarazzante elenco delle canzoni presente) dedicata alla parola, per rendersi conto di quanto il termine nostalgia presenti significati e ramificazioni filosofiche e sociali profonde e articolate.
Qui, parlando di musica, evochiamo la nostalgia molto spesso, e, altrettanto spesso, ci sorge il dubbio che tale continua evocazione sia dovuta alla vecchiaia ben più che incipiente e all’esaltazione di un passato idealizzato e mai realmente vissuto.

Del resto per sincerarsi di quanto la parola nostalgia possa avere significati piuttosto contraddittori basterà pensare al suo derivato “nostalgico” che, se riferito a un attitudine politica, fa correre lunghi brividi freddi lungo la schiena. E non di piacere.

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Flowertown – Flowertown

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Ci chiediamo spesso se sia giusto o meno concedere una seconda possibilità a chi la prima volta ci ha deluso o non ha soddisfatto a pieno le nostre aspettative.
Spesso queste seconde possibilità diventano solo la seconda occasione (e poi la terza e la quarta…) che diamo alle stesse persone per deluderci ancora, per reiterare comportamenti e azioni che ci avevano ferito già la prima volta e così finiamo per diventare intransigenti e per eliminare le persone (per dirla con una metafora tanto abusata oltreoceano) anche solo dopo il primo strike. Probabilmente è un errore grave.

Ed è ancora più grave se parliamo di ambito musicale: siamo talmente sommersi di novità e abbiamo la possibilità di ascoltare ogni giorno decine di artisti e album nuovi che bastano poche canzoni – a volte anche una sola – che non ci convincono al primo ascolto, per passare oltre e l’idea di concedere a un nuovo lavoro o a una nuova band una seconda possibilità spesso non riusciamo neanche a contemplarla.

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John Myrtle – Myrtle Soup

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Il comfort food è qualsiasi alimento abbia qualità consolatorie, nostalgiche o sentimentali. Chi, sottoposto a un forte stress emotivo, al caos, al conflitto, non ha, almeno qualche volta, consumato enormi vaschette di gelato, pacchi di patatine fritte, quintali di pizza, tavolette di cioccolato o intere torte con la panna?
A quanto pare (per fortuna ormai ci sono studi scientifici su ogni argomento), per lo più, il comfort food è quello ricco di energia, ipercalorico, pieno di grassi (magari saturi, per non farci mancare nulla) e di zuccheri.

Tuttavia esistono varie categorie di comfort food e queste variano anche con il variare della situazione e del vissuto di colui che mangia: trovo particolarmente interessante (del resto della madeleine di Proust abbiamo già parlato fino alla nausea) quello che scientificamente viene definito “cibo nostalgico”: si tratta di quegli alimenti che hanno una forte correlazione con la sicurezza dell’infanzia e, naturalmente, ognuno di noi ha i propri.
Nel mio caso (tra i tanti) si tratta della semplice pasta con il sugo, delle scaloppine, del pane “cafone” e della pastina in brodo: quando mangio questi cibi mi sento a casa, mi sento sicuro e rilassato, mi sento amato.

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