Francesco Amoroso per TRISTE©
“You know that I’m a wanderer/
I fixate on uncertainty/
But everywhere I go, I carry you with me/
How’s it there in your hometown 10,000 miles across the sea/
Just hoping that you know/
you’re everything to me.”
Quando ero bambino rimasi terribilmente affascinato dalla storia di quel soldato giapponese cui, verso la fine della seconda guerra mondiale, era stato ordinato di ostacolare l’avanzata nemica su un piccolo atollo perso in mezzo al Pacifico e di non arrendersi, a costo della sua stessa vita. Non avendo più ricevuto alcun ordine o alcuna notizia, il soldato giapponese continuò a combattere, prima con alcuni commilitoni e poi da solo, fino al 1974 quando il suo diretto superiore si recò sull’isola per convincerlo ad arrendersi e lo riportò in Giappone, dove venne accolto con tutti gli onori dal governo del proprio paese.
Mi è tornata in mente questa storia che mi ha sempre risuonato nel cervello, ascoltando “Soloist”, il nuovo lavoro del musicista di Omaha Ben Eisemberger, che ho pescato, quasi per caso, tra le centinaia di segnalazioni e richieste di ascolto che ci giungono ininterrottamente.
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