Jason van Wyk – Threads

Peppe Trotta per TRISTE©

Prima dell’avvento di internet e di tutti i servizi di streaming capitava spesso di arrivare ad un album attraverso il semplice ascolto di un singolo trascinante. Personalmente poteva succedermi anche di essere attirato dalla sola copertina e ritrovarmi il disco in mano incuriosito dall’immagine e dalla promessa di un contenuto da essa veicolata. Questa prassi – con un rischio ormai pari allo zero visto che si può avere un’anteprima all’acquisto di qualsiasi cosa – continuo a conservarla e ancora adesso mi imbatto in lavori affascinanti mosso da questo semplice input.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 35: Hectorine

Hectorine

In 2016, San Francisco-based Sarah Gagnon formed Hectorine, naming it after her late paternal grandmother. The band has gone through a few line-up changes over the years, but Sarah is now joined by Max Shanley on guitar, Matt Carney on bass, Betsy Gran on keyboards and Laura Adkins on drums.

TEARS, the band’s second album, follows up Hectorine’s 2019 debut with sketches of 70s soft rock production, folk melodies, and deeply lyrical songs that explore love, loss, nature, and the cosmos. A low dark voice carries this ethereal, atmospheric, & art pop-inspired album.

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Villagers – Fever Dreams

Francesco Giordani per TRISTE©

Hey, kid, now you’re part of a team
In a new kind of a colourful dream and there’s
A whole world in the palm of your hand
‘Cause a dreamer gives what a dreamer can
And you feel a force ten coming on strong
And a strong sense that it can’t go wrong
And it’s a fine line, but you’re getting it right


On the first day of the rest of your life

Canta così il dublinese Conor O’Brien in The First Day, sontuoso, a tratti abbacinante, vestibolo sonoro messo a guardia del suo quinto opus discrografico, Fever Dreams, che esce in questi giorni per Domino. Ti senti come un fiocco di neve, come un lampo di luce, come una pioggia leggera, come una dolce rima, prosegue l’Irlandese, nel primo giorno della vita che ti rimane, alla lettera. E proprio mentre, guardandosi attorno, non si può evitare di convenire con un simile, poeticissimo (e in fondo così irlandese) dettato, ecco che ci si accorge che O’Brien ci ha elegantemente messi spalle al muro anche stavolta. Quattro minuti appena gli sono stati sufficienti.

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Midwife – Luminol

Peppe Trotta per TRISTE©

La malinconia è un sentimento autunnale, intimamente connesso all’approssimarsi della stagione fredda e alla graduale riduzione delle ore di luce. Ma ogni buona regola ha le sue eccezioni e non è raro ritrovare questo stato d’animo aleggiare durante le stagioni in cui abitualmente regnano allegria e buonumore. Per alcuni poi si tratta di una dimensione cronica radicata nel profondo.

Questa inflessione perenne, questo acuto mal di vivere è uno dei tratti distintivi della produzione di Madeleine Johnston, già evidente nelle formulazioni ambient-drone del suo progetto Sister Grotto e ancora centrale nel progetto Midwife inaugurato nel 2017 e rapidamente divenuto suo principale moniker.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 34: The Telephone Numbers

The Telephone Numbers

The Telephone Numbers from San Francisco are a band in love with 80s powerpop, 60s folk rock and Teenage Fanclub. Earlier this year they released a single called Leviathan that is not included on their debut album. The album is called The Ballad of Doug. The project is helmed by Thomas Rubenstein with the aid of some other local musicians like Glenn Donaldson, who also helped record and mix the record. It’s out on Spanish label Meritorio as well as cassette on Paisley Shirt Records.

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