Kishi Bashi – Lighght

C’è il tempo che non trovi per fare quello che vuoi, il tempo che cambia tipico della primavera inglese, c’è il tempo che scorre via veloce, quello che vorresti dedicare alla musica che ti piace. Poi c’è il tempo che serve per comprendere pienamente un’artista, o un album. Quello che si dovrebbe trovare sempre per le cose che amiamo.

Questa settimana, noi di TRISTE, di tempo non ne abbiamo. E il fatto che mi ritrovi a scrivere questo post mi fa capire pienamente che il tempo per fare ciò che amiamo, è il tempo più importante che ci sia. Grazie Kaoru Ishibashi.

kishi bashi

Kishi Bashi è violinista nei tour degli of Montreal e di Regina Spektor e membro fondatore dei Jupiter One ma, prima di tutto, “è quello che ha fatto la meravigliosa cover di A Sunday Smile dei Beirut in maniera impeccabile”.

In questo disco decide di evitare lo stereotipo del violinista che si presta alla musica popolare per dare assaggio della propria capacità sinfonica, ma piuttosto si butta a piene mani nel pop, quel termine che una volta avrebbe definito la musica di qualità.

Ed è di questo che si nutre il disco, pura sostanza senza scadere nel virtuosismo. Ne è un esempio lampante la bellissima Q & A – eccezionale ballata fuori dal tempo – ma non è da meno l’esuberante Philosophize In It! Chemicalize With It! con quelle “z” che susciterebbero il facilissimo commento Britannico: ” cosa ci fanno quelle Z al posto delle S?”. Si passa poi a The Ballad of Mr.Steak che sembra uscita da un film anni 80 con Michael J. Fox o Eddie Murphy, col giovanotto di corsa che corre per le scale mobili con le sue bianchissime sneakers e col sorriso smagliante.

C’è poco da dire quando ti trovi fra le mani un disco come Lighght, solo constatare che si tratta di un disco ispirato, talmente ben fatto che in alcuni tratti sembra addirittura easy listening, merito di un Kishi Bashi che probabilmente a questo punto ha poco da dover dimostrare e si gode la propria consapevolezza e la libertà di avere il tempo per fare quello che vuole.

Ah, il tempo. Quello che passa, quello che ci darà ragione, quello che darà tempo a se stesso, quello che ci serve per ringraziare chi riesce a trovarne per comporre musica come questa.

Voto 8. Ispirazione e passione.

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