Diners – Always Room

Un po’ di tempo fa ero negli Stati Uniti per lavoro. Dopo un po’ di giri in California, prima di concludere il viaggio, da buon Italiano sono passato a salutare i parenti. Che abitano a Phoenix. Ora l’Arizona non è propriamente lo stato più entusiasmante degli States, ma nonostante questo possiede molte attrattive, tra le quali il famoso Canion, i bei paesaggi di Sedona e molti molti molti di questi.

Tutto ciò non era per rendervi forzatamente partecipi dei miei viaggi nè del posizionamento geografico dei miei parenti, ma per introdurre i Diners e il loro Always Room. Da Phoenix, Arizona. Appunto.

Diners_AlwaysRoomE se il deserto e le impressionanti montagne di un rosso acceso sono il comune paesaggio di queste terre, è veramente curioso (o forse no?) imbattersi in un disco che per le atmosfere sembra nato in riva al mare.

Il freschissimo indie-pop dalle venature folk e surf (sì, usare il termine “surf” in relazione a qualcosa che arriva dall’Arizona sembra veramente fuori luogo) si sviluppa in questo bel disco di 13 tracce (quasi tutte sotto i 3′) pubblicato per la Diet Pop Records di Tucson (città che, viste le mie giovanili letture di un famoso fumetto della Bonelli, è indissolubilmente legata all’immaginario del Far West).

Il disco si apre con il pop lo-fi da spiaggia californiana di Wide Range e prosegue sulla stessa linea con la bella e spensieratissima Hangout With You. Ci sono i Beach Boys, c’è il Rock’n’Roll di Buddy Holly ma anche tanto pop contemporaneo in pezzi come So Free o Could Be Real.

Ma forse la canzone che più di tutte rimane in mente, con il suo mix di allegria, DIY e sole/mare/cocktail-in-mano è la bellissima Good Zone, ottimo esempio delle grandi qualità della band. Che, mi piace sottolinearlo, si mostrano anche in un pezzo più “delicato” come It Was Weird, un altro dei miei preferiti del disco.

Sicuramente un disco molto interessante (che segue l’altrettanto valido precedente lavoro, Throw Me a Ten, che potete ascoltare qui) e sorprendente per mood e sonorità, viste le zone di provenienza.

Ma magari sono io che ho un’idea sbagliata ed in Arizona se la spassano come dei matti. La prossima volta che vado devo farmi un giro più accurato e contattare un po’ di persone…

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