Neutral Milk Hotel @The Forum – London

Ho sognato spesso l’America. É stata colpa di Hemingway e di Kerouac, ma piú verosimilmente, di Michael J. Fox e Fonzie. Degli americani ho sempre apprezzato l’attitudine, il loro prendersi poco sul serio e il loro mettersi in discussione. Il loro senso etico stupidamente preso in giro da alcuni italiani (pure molti diciamolo).

Quel senso etico e morale che li porta a fare cose tipo ritirarsi dalla politica in caso di scandali sessuali, o li porta a dover abbandonare un business gigantesco a causa di uscite razziste in privato, o magari a girare il mondo tipo homeless per ricercare un po’ di pace interiore. Non ho né tempo né voglia di correrarli alla situazione italiana.

Quello che invece conta, é il tempo: quello che ha rovinato ad alcuni di voi il ferragosto, quello – stretto – che é passato fra l’annullamento del Jabberwocky Festival e l’organizzazione di un live dei Neutral Milk Hotel, quello – lungo – che, in passato, mi é servito per apprezzarli fino in fondo. Eh si, come avrei potuto apprezzare cose tipo: ” can’t believe how strange it is to be anything at all” a 15 anni? Nel ’98 le mie prioritá erano ben altre, tipo limonare e girare col mio Booster.

Neutral milk hotelMa ieri non era il 98. Lo si e capito non appena Jeff Mangum é salito sul palco con una giacca da homeless, una barba lunga ed incolta ed un cappello a coprire parzialmente i propri capelli lunghi. Insomma, stavo per dargli 2 sterline per il Big Issue. Ahahah®.

Poi peró ha iniziato a cantare, con quella sua voce un po’ troppo acuta, sempre pronta a stuzzicare il limite dell’intonazione, penetrare ben oltre i limiti dei timpani, sorpassare le membrane cerebrali, puntare dritto al di sopra del mare, dove si trova quell’aeroplano in cui promette di regalare sorrisi a tutti.

Le canzoni che lasciano il segno sono sempre quelle estratte dal loro In the Aeroplane Over The Sea, il disco della leggenda, quello che ci regala Two Headed Boy (ma come si fa scrivere un pezzo del genere?), la splendida Holland 1945, Ghost e Communist Daughter per finire con la ripresa di Two Headed Boy.

Ho sentito dire che l’album è ispirato alla storia di Anne Frank, ho sentito dire che Jeff ha vissuto per diverso tempo surfando i divani di amici che lo hanno ospitato temporaneamente, ho sentito dire che la band dipende molto dalla sua natura lunatica. Poi l’ho sentito dal vivo ed ho capito che a certe persone si può perdonare tutto.

Un po’ come all’America, all’Italia, agli amici che ti inviano le foto di Ferragosto dove l’unico che manca sei tu. E tu guardi in fondo, oltre l’anonima scrivania che ti tiene lontano da dove vorresti essere, e un po’ ti senti morire dentro.

Ma “one day we will die, and our ashes will fly from the aeroplane over the sea, but for now we are young, let us lay in the sun and count every beautiful thing we can see”. Già tipo i Neutral Milk Hotel.

 

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