Elvis Depressedly – New Alhambra

Una delle domande che più spesso ci viene fatta è: perchè avete chiamato il blog “TRISTE”? Un motivo preciso non lo sappiamo mai dare. Il fatto è che ci piaceva.

In verità un doppio motivo c’è: diciamo che io non sono propriamente la persona più solare del mondo (spesso nemmeno negli ascolti). Ma sono molto autoironico. E usare  TRISTE come nome è un bel modo per unire questi due aspetti.

L’altro motivo è invece inverso: il mio collega e co-founder ex-londinese e neo-marsigliese (prometto che cercherò di non aggiungere altri “-” per il resto della review) è invece una delle persone più entusiaste e solari che conosca. Se penso a lui, lo penso con il sorriso stampato in faccia. Ecco, per lui la ragione può essere quindi una ironica contrapposizione.

Tipo quando chiamavate il vostro amico un po’ sovrappeso “lo smilzo”. Ehm…

ElvisDepressedly_NewAlhambraA proposito di ascolti non propriamente solari, da pochi giorni è uscito il nuovo lavoro (nonchè debut album) degli statunitensi Elvis Depressedly. A guidarli è Mat Cothran, già noto per il suo progetto Coma Cinema.

La band esordisce nel 2011 con un EP dal titolo azzeccato ed ironico (almeno socondo i miei standard): Save The Planet Kill Yourself. Ma è il successivo EP, Goner (sempre datato 2011), a segnare quella che sarà la linea della band. Un pop “lamentoso” e lo-fi (sì, il trattino…) capace di toccare nel profondo e, spesso, di far salire un po’ di angoscia. Ma, giuro, in senso positivo (sì, può esserci una angoscia positiva. Almeno per me).

Ai primi 2 seguiranno altri 4 EP sino all’attuale primo lavoro sulla lunga distanza (che potete ascoltare per intero qui). E con il “debut” Mat e soci (tra i quali l’ottimo Delaney Mills) sembrano voler provare a cambiare prospettiva. Non tanto nelle melodie, ancora piacevolmente tristi e cullanti, ma nelle intenzioni.

N.M.S.S., No More Sad Songs. Questo è il titolo della seconda traccia del disco (e probabilmente la mia preferita), pezzo che bene sottolinea come Cothran in questo disco si sforzi (e il verbo sforzarsi mi sembra il più adeguato) a parlare di gioia e amore.

Il risultato è ottimo. Delicato e ottimamente prodotto, New Alhambra è un disco da ascoltare ripetutamente con attenzione. E i violini di New Heaven, New Earth (penultima traccia) e il folk quasi solare della conclusiva Wastes Of Time (“it’s a sad world we were raised in/let it fade into something new”) sono la perfetta conclusione di un disco capace di tenere insieme malinconia e un nuovo, positivo, sguardo verso il mondo.

Io non so se sono riuscito a spiegarvi perchè il nostro blog si chiama TRISTE, ma questo disco è sicuramente un buon esempio (di una parte) di quello che siamo.

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One thought on “Elvis Depressedly – New Alhambra

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