noname – Room 25

Giacomo Mazzilli per TRISTE ©

Ultimamente ho viaggiato molto: Parigi, Svizzera, alpi francesi, Carrara e adesso Atene, tutto nel giro di quattro settimane. Quando ieri sera sono rientrato a casa (più tardi del previsto dato che mi hanno perso la valigia), ho subito preso le scarpe e sono andato a correre sulla corniche marsigliese: quella terrazza sul mare che dalla spiaggia dei catalans scorre fino a quella del profeta. Volevo sentire il profumo del mare entrare nei polmoni e rigenerarmi le cellule ed i neuroni.

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Godspeed You! Black Emperor @ Villa Ada Incontra il Mondo – Roma, 4/7/2018

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

L’Estate in città è caldo, cemento e mezzi pubblici invivibili.

Certo a Roma le aree verdi non mancano e il mare non è poi così lontano. Ma comunque le giornate tra lavoro e spostamenti si fanno sempre più pesanti. Almeno la sera, però, qualcosa da fare c’è.

Ed anche se quest’anno l’offerta estiva romana lascia un po’ a desiderare, Villa Ada ha (finalmente) riaperto i battenti per portarci, tra gli altri, un concerto davvero imperdibile come quello dei canadesi Godspeed You! Black Emperor.

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Damien Jurado – The Horizon Just Laughed

Peppe Trotta per TRISTE©

A volte le parole non vengono, non perché uno non riesca a trovarle ma semplicemente perché non ha voglia di cercarle.

La cosa più saggia in questi casi è arrendersi al proprio silenzio e rimanere in muto ascolto di ciò che accade intorno. Almeno fino quando qualcosa o qualcuno non riuscirà a forzare questo momento di afasia.

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Jessica Risker – I See You Among the Stars

Giulia Belluso per TRISTE©

Li ricordo ancora quegli immancabili pomeriggi (o intervalli scolastici) passati a ridere, divertirsi e giocare, insieme agli amici.

Le giornate sembravano non finire mai, i pomeriggi iniziavano già alle 15, il sole ci baciava per bene, e noi non facevamo altro che risplendere. Ricordo le rincorse frettolose e divertenti, i giochi con i gessetti, 1-2-3 stella e poi il mitico nascondino che chi faceva libera per tutti era un eroe, e i miei preferiti: i giochi con la corda.

Si passava da un gioco ad un altro senza mai fermarsi, lavorando di fantasia e procedendo attraverso percorsi lisergici disseminati da fiori come nel più strambo paese delle meraviglie, oppure come la vellutata voce di Jessica Risker.

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Grouper – Grid of points

Peppe Trotta per TRISTE©

Una primavera in sordina fatta di cieli azzurri che rapidamente si alternano a grigie distese di gravide nubi, un tepore che avvolge confortevole per poi dissolversi lasciando in balia di venti rigidi.

Non può che essere altalenante l’umore, in bilico tra la delicata dolcezza di una promessa che non si compie e la pungente delusione per qualcosa che si immaginava già consegnato al passato.

È un malinconico ritrovarsi lungo un bordo instabile sul quale procedere cauti, accompagnati dai diafani racconti raccolti da Liz Harris nel nuovo lavoro firmato Grouper.

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Amen Dunes – Freedom

Agnese Sbaffi per TRISTE©

“This is your time, their time is done” dice la voce di un bambino nell’intro dell’album.

Mi fa pensare che ognuno ha i suoi tempi da capire e rispettare, che inseguire un tempo diverso dal proprio renda confusa e faticosa questa già complicata successione di eventi che è la propria vita.

Che sia il tempo che si impiega per ascoltare un disco, per elaborare un evento traumatico, per capire sé e gli altri, è sempre un tempo attivo, mai un’attesa in balia di un tempo imposto.

“This is your time, go out there and take it.”

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Courtney Marie Andrews – May Your Kindness Remain

Francesco Amoroso per TRISTE©

“It’s so easy to laugh
It’s so easy to hate
It takes guts to be gentle and kind”

All’incirca trentadue anni fa, quasi in sordina, gli Smiths cantavano quello che (per me) sarebbe diventato un vero e proprio mantra e un precetto di vita (spesso disatteso, come ogni precetto di vita che si rispetti).

Nel corso degli anni essere “buoni e gentili”, in un mondo che premia coloro che ridono e odiano, è diventato un atteggiamento che sempre più va a discapito proprio dei puri di cuore, degli onesti (senza h) e di coloro che si permettono di essere deboli, una sorta di motivo di scherno (basti pensare all’orribile neologismo ”buonista” utilizzato, naturalmente, sempre a fini denigratori).

E, a maggior ragione, la bontà e la gentilezza devono essere dei fari in questa notte, delle ancore cui aggrapparsi con tutte le forze nella tempesta di questo oscuro medioevo di ritorno.

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