Aldous Harding @Unplugged in Monti @Black Market – Roma, 10/6/2015

Marica Notte per TRISTE©

Non ricordo di preciso quanti giorni sono passati dall’ultima volta che ho scritto qualcosa. Non li ho contati. Credo non molti, ma neanche pochi. Però credo di sapere il motivo: inizio a spaventarmi davanti a quel foglio bianco in attesa di qualcosa, di caratteri, di simboli o di lettere. Di cancellare riga per riga il bianco e sostituirlo con il nero, di rendere visibile quel qualcosa che è nella mente (chiamato anche pensiero) in parole (chiamate anche linguaggio).

Molte cose restano in attesa, molte cose si sottraggono al tempo e allo spazio. La forma dell’attesa crea uno stato di sospensione simile all’aria che passa tra una finestra aperta a metà. L’altra sera ho visto strade in attesa, gente in attesa, e credo di avere capito una semplice cosa: che la differenza è nella durata e nel coraggio. Nel coraggio di muovere il primo passo necessario per iniziare a camminare verso luoghi e obiettivi.

Una sedia (antica ma non troppo), una chitarra (sulla sedia) e un microfono (tra la chitarra e la sedia): questi semplici elementi in attesa di un corpo e di una voce. Corpi in attesa di altri corpi. Noi, pubblico di Unplugged in Monti in attesa di Aldous Harding. AldousHarding_UIMAldous (nome maschile per la versione femminile di Hanna) Harding non può essere definita come gli altri. Non può dirsi di lei quello che vale per molti. Con lei non avrebbe senso dire ”lei è…” perché lei è qualcosa che una volta definito trasforma la definizione stessa.

In Aldous Harding (2014), album d’esordio della cantautrice neozelandese, portato in scena mercoledì sera brani come Stop your Tears ( tra musica ed esperienze narrative), No Peace e Hunter hanno chiarito cosa possa dirsi “degno di nota”: e qui le note contano molto.

L’eleganza stilistica, l’alternanza della voce che da forte diventa debole su alcune frasi,  seguendo gli accodi della chitarra che da statica diventa dinamica (intesa con più ritmo) come in Beast e in Party (quest’ultimo inedito).

Tra un pezzo e l’altro, tra una frase e l’altra, nervosa e timida, Hanna ci ha assicurato che nel prossimo lavoro (anticipato con degli inediti in questo live) cercherà di essere meno triste, nel senso poetico del termine. Ma senza spingersi troppo oltre, perché l’allegria sarebbe banale.

Non posso dire molte cose (non sarebbe “professionale”) ma ringrazio Unplugged in Monti per aver fatto scendere il sipario su questa ultimo, bellissima, stagione con Aldous Harding. Ora quasi sicuramente Hanna sarà lontana dal vecchio continente. Ma questo non conta, perché  possiamo ricordala  seduta su quella sedia dove tra il tremolio della sua voce e uno sguardo a metà ha saputo darci qualcosa che potrà durare.

Alcune volte vorrei avere anch’io una sedia in attesa.

4 pensieri su “Aldous Harding @Unplugged in Monti @Black Market – Roma, 10/6/2015

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