Julia Jacklin – Don’t Let The Kids Win

juliajacklin_dontletthekidswinGiulia Belluso per TRISTE©

“A venticinque anni si è ancora giovani” che grossa balla!

Dimenticate la dinamicità e l’energia che avevate per andare agli “AFTER PARTY”. Scordatevi i capelli lucenti e imparate a camuffare i primi capelli bianchi. I sogni e le abilità poliedriche che avete curato e acquisito con il tempo, daranno spazio ad una sola delle vostre doti.

Se sarete fortunati vi farà guadagnare qualcosa, altrimenti sarete destinati all’eterno limbo dei pranzi domenicali coi parenti, con le loro incessanti riflessioni sulla vita, con i (quasi) inevitabili paragoni tra questo secolo con lo scorso, che finiranno per farvi sentire ancora più vetusti.

Probabilmente, almeno, imparerete a formulare frasi conservative del tipo: ”Questa sera non esco, così domani mattina mi sveglio presto per andare a comprare il tonno in scatola”.

Certo è che la vecchiaia arriva per tutti prima o poi ma, come dice la nostra simpatica debuttante Julia Jacklin, è meglio preoccuparsene a tempo debito: “let’s live now and just be old when we’re old.”

Julia è cresciuta nelle Blue Mountains (Australia) e, alla precoce età di 10 anni, durante un viaggio di famiglia, è stata catturata da un documentario sulla popstar (all’epoca in gran spolvero) Britney Spears. È stato questo l’improbabile l’input che ha dato il via alla sua formazione artistica.

Così la Jacklin si è dedicata al canto, per poi sbocciare in una piccola band del liceo tra cover di Avril Lavigne e Evanesce… Da lì in poi, per fortuna, la sua “educazione artistica” ha preso una piega decisamente più interessante.

Don’t Let The Kids Win, il suo album di debutto, composto da 11 tracce dal sapore alt-country e indie-folk, è stato registrato presso i Sitting Room studios in Nuova Zelanda con il produttore Ben Edwards (Marlon Williams, Aldous Harding o Nadia Reid vi dicono qualcosa? A noi sì!).

I testi di Julia sembrano affrontare tutte le tappe che ogni “giovane” è destinato a vivere: dall’adolescenza con le folli feste e gli abusi di sostanze in Pool Party, alla dettagliata descrizione della crisi di un rapporto confuso in L.A Dreams, fino alla presa di coscienza che il passare del tempo debba essere accettato con serenità, nella toccante Coming Of Age.

La affascinante Jacklin propone un songwriting disarmante, alcune volte pungente e schietto e nella title track Don’t Let The Kids Win (scritta per ultima) rende omaggio ai bei tempi andati, senza lasciare che la nostalgia prenda il sopravvento, perché, in fondo, si continuerà a crescere e a invecchiare anche dopo essere diventati adulti e la cosa non sarà meno spaventosa e strana: “I’ve got a feeling that this won’t ever change, We’re gonna, keep on getting older. It’s going to keep on feeling strange”

Io forse dovrei seguire il consiglio della Jacklin e vivere ora, prima di invecchiare del tutto, ma prima, mi sa che vado a comprare il tonno in scatola.

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