Laish @Unplugged in Monti @Black Market – Roma, 12/10/2016

laish_uimDue settimane fa ero a Londra. Mi dispiace sempre un po’ quando me ne vado perchè, a parte il dover nuovamente impattare con l’Atac dopo aver fatto qualche giorno in cui stranamente usare i trasporti pubblici non era uno stress, mi manca anche quella atmosfera agrodolce di cui vi parlavo anche nella mia ultima review.

Fortunatamente la rassegna Unplugged in Monti, che da poco ha iniziato la sua sesta stagione, mi ha permesso di avere una piccola coda di quel mood ospitando nuovamente il bravissimo Daniel Green.

L’artista londinese torna con il progetto Laish a calcare il palco del Black Market dopo il suo live di Aprile 2014 in cui si era presentato in versione solista (in compagnia, in verità, della brava Talitha Gamaroff).

Questa volta invece Daniel è in tour in Italia accompagnato dalla band con cui sta presentato il suo nuovo album, Pendulum Swing, in uscita il prossimo Novembre.

Pendulum Swing segue i due precedenti LP dell’artista britannico, entrambi di pregevole fattura: il self titled debut del 2010 e l’ottimo Obituaries del 2013, con cui appunto aveva fatto il suo “esordio” sul palco della nostra rassegna romana preferita.

Sempre a cavallo tra folk e raffinatissimo pop, Daniel Green riesce ancora una volta a coinvolgere e convincere il pubblico: se i pezzi dei lavori precedenti richiamano anche il “sing-along” in qualche spettatore (me compreso), le nuove canzoni mostrano ancora una volta la bravura di questo artista, capace di proseguire sulla sua strada e anche di aggiungere qualche tocco di novità.

Se pezzi come Song of Everything o Rattling Around sono più vicini ai lavori precendenti, in Learning to Love the Bomb (cit.) Daniel lascia spazio a ritmiche più incalzanti e chitarre dal sapore più rock, che comunque ben si mescolano all’approccio da songwriter della produzione targata Laish.

Ma sono ballad come la splendida Love on the Conditional che tirano fuori il meglio del folk-pop di Daniel Green: una raffinatezza difficile da trovare anche in artisti ben più affermati, mescolata a testi sempre attenti ai dettagli e pieni di spunti di riflessione.

Archiviamo quindi questo ottimo live invitandovi a non perdervi le prossime tappe di questa bella rassegna. Io intanto cercherò di curare la mia “saudade” londinese ascoltaldomi il nuovo album dei Laish.

 

 

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