Happyness – Tunnel Vision On Your Part

tunnelvisiononyourpart“Hanging on in quiet desperation is the English way”

Questa frase, presente in uno dei pezzi simbolo di uno dei dischi più importanti della musica contemporanea (con buona pace del nostro Francesco), mi ha sempre affascinato molto quando da piccolo ascoltavo quell’album dalla copertina nera con uno strano triangolo sopra.

E devo dire che in seguito, frequentando con una certa costanza la terra d’albione, non ho potuto che notare quanto la frase fosse azzeccata al mood inglese e ai suoi paesaggi.L’altra metà del mondo (in una descrizione piuttosto manichea) era per me invece la costa ovest degli states, ed in particolare la spensieratezza un po’ sgangherata dello slacker rock dei Pavement (e quello più cupo di Grandaddy e Silver Jews).

Se per la malinconia inglese il mio è stato un amore dettato da una ineggabile “vicinanza di spirito”, la spensieratezza statunitense mi attraeva (e mi attrae) proprio per la sua distanza da me: un approccio alla vita che molte volte vorrei riuscire ad avere e che invece, anche sforzandomi, non riesco a fare mio.

Negli ultimi anni, per la nostra (mia?) grande gioia, molti artisti hanno dato nuova linfa alle atmosfere dei 90s: Courtney Barnett, Mac DeMarco, Real Estate, Whitney, sono solo alcuni nomi tra gli altri.

Qualche anno fa via avevamo parlato per la prima volta di una band inglese davvero promettente: gli Happyness, band di south london uscita proprio nel 2014 con il loro primo album, Weird Little Birthday.

Il fascino di questa band sta proprio nella capacità di Ash Cooper, Benji Compston e Jon EE Alla di mescolare i due mondi di cui vi parlavo sopra. Da un lato l’approccio lo-fi e scanzonato nelle melodie, dall’altro il mood (e i testi) pieni di serena malinconia totalmente british.

Tunnel Vision On Your Part, nuovo EP che anticipa l’uscita di un nuovo album del terzetto londinese, esalta ancora più dei precedenti lavori la “seconda anima” degli Happyness. Che a dire il vero, vista la loro provenienza, non può che essere la loro prima natura.

Vera perla è proprio la title track, che chiude l’EP: la bilancia segna in tutti i nuovi brani un maggiore apporto di pop, e proprio in Tunnel Vision On Your Part gli Happyness sfoderano una ballad piena di melodia e malinconia (che un po’ ricorda, per citare cose recenti, i Teleman).

L’EP si apre invece con Anna, Lisa Calls che, così come la bella SBs Truck, si collega in modo più diretto con la produzione precedente della band. Surfer Girl è invece un pezzo dal sapore retrò, una piccola ninna nanna che, come sempre accade con gli Happyness, nasconde sotto l’impressione del primo ascolto un velo più oscuro e tanta introspezione.

La scorsa settimana ero per lavoro a Londra. Gli Happyness mi hanno accompagnato nelle cuffie, così come quella calma disperazione che, purtroppo, fa parte di me. Almeno qui non mi sentivo fuori luogo.

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