Thanks for coming – Missing out

Sara Timpanaro per TRISTE©

Settembre come gennaio si presenta ben vestito di buoni propositi.

Le agende hanno il profumo di grandi speranze: dieta, vita tranquilla, e parole del genere senza un senso. Parole che cadono inesorabilmente nell’oblio del “poi lo faccio”, “ma si! ho ancora tempo”.

Chissà se noi siciliani siamo bravi a rimandare o più semplicemente abbiamo un senso del tempo più esteso rispetto ad altri.

E mentre questa Estate brindavo alla frivolezza, ai tramonti dipinti in cielo, a serate torride ma spensierate, non mi rendevo conto che già Settembre era alle porte.

E quando arriva il fantasma dell’anno nuovo che incombe, siamo lì a tirare le somme di quello appena trascorso, di quello che non abbiamo fatto, di quello che avremmo dovuto fare, e sopratutto di quello che avremmo voluto fare. Il classico dovevo, potevo, volevo.

Anche Rachel Brown ha voluto raccontarci dei suoi “dovevo, potevo, volevo” nel suo progetto thanks for coming, rilasciando il 25 agosto Missing Out. Le parole di Rachel però non hanno nulla a che vedere con la visione frivola e superficiale d,elle vita, così come non racconta di diete o di sterili liste con parole prive di senso da spuntare.

Descrive invece gli effetti di un amore non corrisposto e delle insicurezze generate. I testi sono profondi ma esprimono con semplicità la realtà di una ragazza che non aspetta altro che il proprio errore, fingendo di aspettare che qualcosa cambi pur avendo in cuore la consapevolezza che non si può far a meno del proprio dolore:

“do what it takes you’re far away wait until may and i walk back to my own mistakes”

Missing Out ad un primo ascolto rievoca i malinconici anni ’90, quando in camera tua, nel posto più intimo, dove sentivi di essere completamente te stesso, potevi chiudere la porta e separarti dal mondo. Premevi Rec, e registravi a cappella qualsiasi cosa avessi imparato a strimpellare, sentendoti una star maledetta per pochi minuti.

Rachel lo fa, sfruttando però al massimo la bellezza della sua voce, nell’intimità di un rapporto a due con la sua chitarra, e mescolando in modo incantevole melodie e coro. Qualche effetto, ma giusto per ricordarci che il lo-fi fa sempre piacere.

“It’s funny when your heart feels heavy and feels like falling out except it doesn’t, it just gets closer every time you use your mouth”.

Ci sono dei periodi in cui diventi il peggior nemico di te stesso. Pensieri ricorrenti invadono i tuoi spazi, ti colgono proprio quando ti sei appena rilassato. La dieta, l’amore, la vita. Insomma tutto ciò che sei e sei stato.

A Settembre come a Gennaio il tempo serve il suo conto. Cosa fare in questi casi? Lasciarsi convincere che alcune liste servono per mettere ordine o che servono per continuare ad ingannarsi?

“Do you think about me before you go to sleep honestly i don’t want to know the answer i can’t even dream”.

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