Steve Gunn – The Unseen in Between


Alberta Aureli per TRISTE©

I don’t like to put myself on this pedestal or anything like that.

C’è una foto piccola di Lansdowne, Pennsylvania dove Steve Gunn è nato.

Al centro della foto un fiumiciattolo circondato da Salici e Pioppi, fronde gialle colorate d’autunno. In fondo, a sinistra, il greto e i tralicci bassi.

Puoi immaginare a piacere la strada vicina e un ragazzo in bicicletta, stivali di gomma alta, un pub mezzo vuoto o un racconto di Carver intero.

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Scott Matthew @Largo Venue – Roma, 06/11/2018

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Il cantautore australiano di base a New York, Scott Matthew, è in tour in Italia per presentare il suo nuovo album, Ode to Others.

Quattro date che partono da Roma, Largo Venue il 6 novembre.

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The Shacks – Haze

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

La foschia (come la nebbia) nasconde le cose. Soprattutto quelle distanti.

Sia quelle reali e presenti che, metaforicamente, quelle lontane nella memoria. A volte le immagini del passato diventano offuscate e difficili da ricordare.

Ma questo, a volte, le rende anche migliori.

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Lake Ruth – Birds Of America

Francesco Amoroso per TRISTE©

Nella quotidiana lotta per sopravvivere alla marea montante di informazioni e stimoli che arrivano senza soluzione di continuità, è inevitabile che qualcosa (molto, in realtà) vada irrimediabilmente perso.

In ambito musicale, per quanto mi riguarda, il rischio è ancora maggiore: tra le varie piattaforme di streaming e l’opportunità di ascoltare, spesso con grande anticipo, tutte le uscite di interesse, finisco spesso per essere disattento e superficiale nei miei ascolti.

Per fortuna, qualche volta, grazie a quell’infernale meccanismo dello shuffle (o dell’ascolto random, che dir si voglia) riesco a recuperare qualcosa.

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Yaeji

Sara Timpanaro per TRISTE©

Fin da ragazzina, tutto ciò che era diverso da me colpiva subito la mia attenzione.

Un suono, un volto, una lingua straniera diventavano una bella giustificazione per evadere da ogni contesto abitudinario. A sostenere le mie fantasie anche una coppia di genitori che giocavano ai grandi viaggiatori.

Ciò ha permesso di coltivare ulteriormente la mia curiosità.

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Thanks for coming – Missing out

Sara Timpanaro per TRISTE©

Settembre come gennaio si presenta ben vestito di buoni propositi.

Le agende hanno il profumo di grandi speranze: dieta, vita tranquilla, e parole del genere senza un senso. Parole che cadono inesorabilmente nell’oblio del “poi lo faccio”, “ma si! ho ancora tempo”.

Chissà se noi siciliani siamo bravi a rimandare o più semplicemente abbiamo un senso del tempo più esteso rispetto ad altri.

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The Drums – Abysmal Thoughts

Francesco Giordani per TRISTE©

Ricordo con estrema esattezza la prima volta che vidi i Drums esibirsi sopra le assi di un palcoscenico. Lo ricordo senza fatica anche perché ero a Barcellona, al mio primo Primavera Sound, in dolcissima compagnia.

Il luminoso ep Summertime! (col senno di poi probabile vertice creativo della band, a tutt’oggi insuperato) era già uscito da più di sei mesi, mentre l’album omonimo d’esordio sarebbe arrivato nelle mie mani giusto nel luglio di quello stesso anno, il 2010, a raccogliere gli onori di un trionfo annunciato.

Ma non scordo (né potrò mai scordare) il concerto barcellonese dei Drums soprattutto perché quello che vidi allora andò ben oltre le mie (pur altissime) speranze: i quattro newyorchesi operarono davanti ai miei occhi un piccolo miracolo, una cerimonia propiziatoria, a mezza via fra la ginnastica e il sogno, scandita da evoluzioni piroettanti nell’aria, frangette vertiginose, corpi senza peso, e, sopra ogni cosa, canzoni fragilissime e antiche, pulsanti di una vita giovane, scandalosamente pura.

L’indie pop, qualunque cosa fosse, mi si era appena rivelato, nel gesticolare invasato di quei quattro, giovanissimi, sciamani.

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