Yaeji

Sara Timpanaro per TRISTE©

Fin da ragazzina, tutto ciò che era diverso da me colpiva subito la mia attenzione.

Un suono, un volto, una lingua straniera diventavano una bella giustificazione per evadere da ogni contesto abitudinario. A sostenere le mie fantasie anche una coppia di genitori che giocavano ai grandi viaggiatori.

Ciò ha permesso di coltivare ulteriormente la mia curiosità.

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Thanks for coming – Missing out

Sara Timpanaro per TRISTE©

Settembre come gennaio si presenta ben vestito di buoni propositi.

Le agende hanno il profumo di grandi speranze: dieta, vita tranquilla, e parole del genere senza un senso. Parole che cadono inesorabilmente nell’oblio del “poi lo faccio”, “ma si! ho ancora tempo”.

Chissà se noi siciliani siamo bravi a rimandare o più semplicemente abbiamo un senso del tempo più esteso rispetto ad altri.

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The Drums – Abysmal Thoughts

Francesco Giordani per TRISTE©

Ricordo con estrema esattezza la prima volta che vidi i Drums esibirsi sopra le assi di un palcoscenico. Lo ricordo senza fatica anche perché ero a Barcellona, al mio primo Primavera Sound, in dolcissima compagnia.

Il luminoso ep Summertime! (col senno di poi probabile vertice creativo della band, a tutt’oggi insuperato) era già uscito da più di sei mesi, mentre l’album omonimo d’esordio sarebbe arrivato nelle mie mani giusto nel luglio di quello stesso anno, il 2010, a raccogliere gli onori di un trionfo annunciato.

Ma non scordo (né potrò mai scordare) il concerto barcellonese dei Drums soprattutto perché quello che vidi allora andò ben oltre le mie (pur altissime) speranze: i quattro newyorchesi operarono davanti ai miei occhi un piccolo miracolo, una cerimonia propiziatoria, a mezza via fra la ginnastica e il sogno, scandita da evoluzioni piroettanti nell’aria, frangette vertiginose, corpi senza peso, e, sopra ogni cosa, canzoni fragilissime e antiche, pulsanti di una vita giovane, scandalosamente pura.

L’indie pop, qualunque cosa fosse, mi si era appena rivelato, nel gesticolare invasato di quei quattro, giovanissimi, sciamani.

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Will Stratton – Rosewood Almanac

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Il bello della musica è che la ritrovi quando meno te l’aspetti.

Qualche tempo fa ero a Bordeaux (città bellissima) e mi aggiravo con la mia solita ansia, questa volta motivata dal fatto che a breve avrei dovuto sostenere il “viva” per il mio PhD (perchè fossi a Bordeaux per sostenere un viva dell’Università di Plymouth è altra storia).

Entrai in un piccolo (e non troppo fornito) negozio di dischi, e sbirciando distratto mi capitò sotto mano un disco che tanto avevo apprezzato, Grey Lodge Wisdom.

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Vagabon – Infinite Worlds

Marica Notte per TRISTE©

Quando si hanno poche cose da dire è perché si vive regolarmente senza intromissioni di contro-regole.

Quando la tua vita è uno spostamento tra tre piccoli luoghi geografici italiani le cose non cambiano molto (solo la lingua del volgo cambia). Quando si vorrebbe avere una vita a metà tra le avventure di Indiana Jones e il Diario di Bridget Jones (solo ora noto l’omonimia del cognome), ma gli ostacoli principali sono le vertigini, il non sopportare insetti mortali, il non saper gestire molti maschi nello stesso tempo, allora semplicemente (e questo non implica direttamente l’accontentarsi) prendi atto che il volere una visione romantica della vita non è direttamente proporzionale al poter averla.

E il rischio è quello di creare un cerchio in cui tutto si ripete. Il cerchio, però, è una figura geometrica perfetta.

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Julie Byrne – Not Even Happiness

juliebyrne_notevenhappinessMarica Notte per TRISTE©

Non è una breve prosa moralistica questa, è un parlare sincero è un tentativo di rendere corporea la mente.

Io credo nell’anima. Credo nell’intoccabile, nell’indicibile, nell’inudibile. Perchè credo che dei sensi ci si possa servire anche al contrario.

Io credo nell’anima in vita e so che questo non vale del tutto, perché l’importanza di questo soffio, vento nel viale di ciliegi in fiori, deve essere eterna.

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Pavo Pavo – Young Narrator in the Breakers

pavopavo_youngnarratorinthebreakersAlbert Brändli per TRISTE©

Che l’estate sia finita non vi è alcun dubbio, anche qui in Sicilia, dove generalmente possiamo godere di giorni perlopiù assolati e stare intere giornate a gironzolare senza tenere in mano un ombrello fino a che il calendario non sia arrivato al capolinea.

Invece eccolo qui, quel freddo gelido che ti costringe ad assumere una postura che non giova alle spalle e che ti impone sempre più di stare in casa.

In più, oggi, piove a dirotto.

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