Flower Face – Baby Teeth

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Quando si è giovani tutto è vissuto in modo più intenso.

Le emozioni sono più forti. Le amarezze, soprattutto, lo sono. Ma anche la rabbia e la gioia. Il pensiero che ci sia il giusto da una parte e lo sbagliato dall’altra.

Poi purtroppo si cresce.

Certo, si acquisiscono più strumenti per comprendere il mondo e gli altri. E magari si guarda ai giovani (anche al “proprio io” giovane) con un po’ di supponenza, con l’idea che quando l’età è ancora poca non si può ancora ben sapere cosa sia la vita.

Ma questo è sbagliato. Non perchè non ci siano delle verità nel ragionamento, ma perchè si da per scontato che i problemi e la visione del mondo di un giovane sia, necessariamente, ristretta. Leggere i testi della 19enne Ruby Mckinnon certo potrà farvi cambiare idea.

Di questa cantautrice canadese vi avevamo parlato, per primi, già 4 anni fa. Sì, fate bene i vostri conti. A 15 anni la ragazza che si cela dietro il moniker di Flower Face già ci aveva colpito per il suo bedroom pop sincero e toccante. Ed ora eccola tornare con un nuovo album, intitolato Baby Teeth.

Ed è con la passione e l’intensità della gioventù, ma al tempo stesso con grande sicurezza ed esperienza (forse date anche dall’aver dovuto affrontare in prima persona la malattia) che Ruby compone queste nuove 11 tracce.

Ancora una volta l’approccio è quello intimista che ce l’ha fatta conoscere tempo fa: il racconto personale, che nasce “nella stanza da letto” (bedroom pop, appunto) per farsi poi generale, racconto di una generazione e del suo rapporto, difficile, con la quotidianità.

Il delicato folk è sempre tinteggiato di venature cupe (da sempre tra i “tag” su bandcamp degli album di Flower Face troviamo “sad”) che accompagnano la bella voce della cantautrice dell’Ontario.

Se alcuni pezzi, come la conclusiva Another Life o la bellissima Honey And Milk, sono in diretta continuità con i primi lavori che ce l’avevano fatta scoprire, il resto delle canzoni (come avviene anche nel predente lavoro, Fever Dreams, uscito nel 2016) sono invece maggiormente arrangiati e “pieni”, acquisendo proprio per questo una ulteriore spinta pop, come avviene per la title track in apertura del disco.

Quello che rimane sempre costante è il mood che attraversa i componimenti di Ruby. Ed anche in un pezzo apparentemente più solare come la bella April To Death, la giovane canadese si concentra sulle difficoltà di affrontare la vita e sui futili escamotage che troviamo per renderla meno pesante.

Ma forse è proprio nelle “ballad” come la già citata Honey And Milk o l’ottima Angela, che Flower Face arriva più forte a toccare i sentimenti dell’ascoltatore, grazie ad un connubio perfetto di liriche, musica e timbro di voce.

Essere giovani non è necessariamente un limite per poter raccontare della vita. Ma la cosa certa è che con queste premesse, Ruby potrà davvero regalarci ottima musica per il futuro.

Noi intanto cercheremo di recuperare un po’ della passione e della forza che, negli anni, abbiamo lasciato per strada.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...