Collettivo Ginsberg – Kintsugi

Peppe Trotta per TRISTE©

Gennaio è un mese difficile, forse non crudele quanto Aprile, ma di certo complicato da superare. È pervaso da correnti fredde e taglienti, al suo interno ospita quello che si ritiene essere il giorno più triste dell’anno e ti pone innanzi la dura prospettiva di un nuovo, lungo anno da affrontare. Eppure è proprio tra gli algidi riflessi di questo apparente momento di stasi che si trova il momento per riflettere su se stessi, di ripensare alla propria esistenza e pianificare ottimistiche ripartenze, lasciandosi possibilmente cullare da quel prezioso e vivifico balsamo che è la musica.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 10: The Fernweh

credits: Christina Almeida

Liverpool band The Fernweh combine the baroque psychedelic sounds of ’60s bands like the Moody Blues and the Left Banke with British folk and a modern sonic punch. Their sound is made by three musicians who paid their dues as sidemen for years and used every sonic and melodic trick they learned along the way on their impressive self-titled first album, released in 2018.
The project started as an idea years before it became a reality. Guitarist Jamie Backhouse and keyboardist Austin Murphy, where at Glastonbury in 2007 with their band, where they were joined by bassist Ned Crowther, who was playing with its own band. The trio ended up sitting atop a hill discussing their shared love of classic American bands of the ’60s, psychedelia and British folk like Fairport Convention (whose album Liege and Lief became something of a guiding light for the trio.) Somewhere along the way, one of them suggested they should start a band. The sound they came up with was classic psychedelic pop with a huge swath of folky weirdness mixed in. The Fernweh’s debut self-titled album was released by Skeleton Key in late 2018. Their new single “The Wounds Of Love” is out now via bandcamp.

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Insides – Soft Bonds

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Qualcuno di voi ricorda come era bello avere le proprie etichette discografiche di riferimento? Acquistare e.p. e album a scatola chiusa solo perché sulla copertina era impresso quel piccolo marchio che era garanzia di qualità? Espandere le proprie conoscenze e crescere, musicalmente e umanamente, di pari passo con le nuove uscite della nostra label preferita? Io (purtroppo per me) lo ricordo bene.

Pur non essendo mai stato un collezionista, di alcune etichette acquistavo tutto quello che riuscivo a trovare, senza neanche farmi domande sul contenuto e, quasi sempre, non ne rimanevo deluso. La Creation, naturalmente, la Sarah, la Él Records, la 4AD…

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James Yorkston and The Second Hand Orchestra – The Wide, Wide River

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Sono tempi duri. Durissimi. Avremo sempre più bisogno di voci di artisti capaci di vedere alternative al modo in cui viviamo ora, capaci di vedere, al di là di una società stretta dalla paura e dall’ossessione tecnologica, altri modi di essere, e immaginare persino nuove basi per la speranza. Abbiamo bisogno di artisti e musicisti che si ricordino cosa sia la libertà. Abbiamo bisogno di artisti che conoscano la differenza tra la produzione di una merce e la pratica dell’arte. Lasciare che i profittatori commerciali vendano musica come fanno con i deodoranti ci ricorda che viviamo nel capitalismo, e il suo potere sembra assoluto… ma altrettanto assoluto sembrava anche il diritto divino dei re e la resistenza spesso comincia con l’arte.

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Shame – Drunk Tank Pink

Francesco Giordani per TRISTE©

C’è anche chi in confinamento (magari pure autoimposto) si trovava da ben prima del lockdown vero e proprio. È questo il caso di Charlie Steen, platinato cantante nonché focoso paroliere dei londinesi Shame. Stando almeno ad un’intervista da lui stesso rilasciata a Rolling Stone, all’indomani di un glorioso quanto estenuante tour mondiale, Steen ha infatti deciso di affittarsi una sorta di sgabuzzino in una casa di riposo a Peckham (!?), ridipinto per l’occasione di rosa fino al soffitto, per dedicarsi alla libera interrogazione dei propri demoni mentali, senza disturbi o indebite interferenze da parte del mondo esterno.

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