IOSONOUNCANE – IRA

Emanuele Chiti per TRISTE©

La pianificazione dei trasporti è un aspetto del mondo che ci circonda che moltissimi di noi trascurano. Siamo circondati di cose che non ci rendiamo conto di quanto siano importanti ma, anche giustamente, ignoriamo del tutto o alla meglio non ce ne curiamo. O ci lavori e stai dentro in pieno ad un determinato argomento oppure devi essere davvero curioso del “come funzionano le cose”.

Perché questo preambolo? Non si parlava di musica qui?
Perché proprio leggendo in giro (che per i nostri tempi frenetici si traduce: da Wikipedia in su) di pianificazione dei trasporti e di quanto impattano sulla nostra vita e le relative ansie, perdite economiche, impossibilità di fare le cose, ho ragionato sul Valore del Tempo. Il VOT (Value Of Time) è una grandezza proprio usata nella pianificazione dei trasporti ed indica il valore monetario associato al tempo impiegato per muoversi.

Continua a leggere

Jorja Smith – Be Right Back

Carlotta Corsi per TRISTE©

Sono sicura che le nuove riaperture non mettono a disagio soltanto me.
Ci sarà di certo qualcuno che, esattamente come me, prova una certa voglia di staticità mentre il mondo riprende a pieno regime la propria corsa con una velocità disarmante.
Non riesco a stare al passo.
In questo momento preciso sento che mi è stata tolta qualche possibilità e che alla mia età si dovrebbe avere qualche certezza per il proprio futuro, ma non voglio iniziare uno sproloquio lamentandomene senza fine.
Sto solo cercando di tornare in careggiata insieme agli altri.

Continua a leggere

Squid – Bright Green Field

Francesco Giordani per TRISTE©

Da giorni guardo e riguardo su YouTube il video di No Pressure dei Field Music – tra l’altro: recuperate il loro ultimo Flat White Moon, ne resterete incantati, garantito.
Un poco meno che magistrale scherzo, in bilico fra geniale parodia di tutti quei tutorial bricolagistici di cui da tempo straborda l’etere telematico e una spiritosissima dichiarazione (auto)performativa di poetica in forma di manuale d’assemblaggio: la canzone dei Field Music che “si spiega” da sola, per così dire…

Certo, fa sorridere, eppure qualche idea nel cervello mi balena velocissima, mentre ragiono tra me e me sull’arte “oulipiana” di una musica tutta cerebrale, rigorosamente “costruita” e ricombinata a tavolino sulla base di regole tanto arbitrarie quanto bislacche che la mano del demiurgo si autoimpone di rispettare. Musica che assai spesso, e contro ogni aspettativa, si rivela più imprevedibile, immaginifica e delirante della disarmata monotonia di tante creazioni che puntano tutto o quasi sulla nuda immediatezza dell’espressione, sul come viene viene purché nasca spontaneo e così via. Del resto la bellicosa discordia fra cuore e cervello è un falso problema, più mito che realtà: solo il concorso di entrambi (o meglio: il reciproco inesorabile eclissarsi del primo nel secondo e viceversa) genera bellezza duratura e autentica visione.

Continua a leggere

Damien Jurado – The Monster Who Hated Pennsylvania

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Mettetevi nei panni di un cantautore folk che si appresti a lavorare sul suo prossimo album. Magari nei panni di uno di quelli che hanno una lunga e (moderatamente) gloriosa carriera già all’attivo.
Quale sarà la vostra prossima mossa? Abbandonare e evitare tutti i cliché del folk, le chitarre pizzicate, i testi introspettivi, i più o meno poetici commenti sulla vita e sulla società, rischiando di alienarsi lo zoccolo duro dei fan, nella speranza che la svolta possa interessare e convincere la critica, sempre pronta di solito, a scagliarsi sulla monotonia e scarsa attitudine alla sperimentazione dei rappresentanti del vostro genere musicale? Oppure preferireste muovervi su un terreno più sicuro, in un ambiente protetto che possa preservare intatte le vostre caratteristiche, senza sconvolgere chi vi segue da tempo, pur nella consapevolezza che, con molta probabilità, se tutto va bene, vi sentirete dire “l’ennesimo buon disco di… che non dice molto di più di quanto già detto dall’autore”?

Continua a leggere

Phantom Handshakes – No More Summer Songs

Francesco Amoroso  per TRISTE©

“Finally I saw that worrying had come to nothing.
And gave it up. And took my old body
and went out into the morning,
and sang.”
(Mary Oliver – I Worried)

Snoopy, questa volta nei panni di “Bracchetto scout”, si è perso durante un’escursione e viene salvato da Loretta, una buffa girl scout che vende biscotti (“Ottimi Biscotti!“). Finalmente di nuovo sdraiato sul tetto della sua cuccia, è redarguito da Charlie Brown che gli dice: “Come hai fatto a perderti se avevi la bussola? Non sapevi che quella enne vuol dire Nord?“. “Pensavo volesse dire “Nessun Posto”” replica desolato Snoopy.
Suppongo che, in originale, il “nessun posto” fosse un semplice (e più efficace) “Nowhere”.

Rileggendo in questi giorni (pubblicate sul Post) queste strisce, sono rimasto colpito dalla loro involontaria attualità. Non è difficile immaginarci nei panni di Snoopy, persi da qualche parte e convinti che la bussola riesca solo a indicarci “Nessun posto”, un non luogo che, anche qualora riuscissimo a raggiungerlo, probabilmente ci farebbe sentire ancora più persi di prima.

Continua a leggere