Francesco Giordani per TRISTE©
Nei miei vagabondaggi telematici mi sono imbattuto in un bell’articolo del Tascabile grossomodo dedicato alla musica di 1984 (nel senso del celeberrimo, sempre incredibilmente contemporaneo, romanzo orwelliano) o, per meglio dire, ispirata a 1984. Leggendolo, mi ha letteralmente folgorato un passaggio del romanzo riportato ad inizio articolo, che trascrivo nella sua interezza: “La melodia perseguitava Londra da settimane. Era una delle innumerevoli canzoni simili pubblicate a beneficio dei proletari da una sottosezione del Dipartimento di Musica. Le parole di queste canzoni sono state composte senza alcun intervento umano su uno strumento noto come versificatore. Ma la donna cantava così melodiosamente da trasformare l’orrenda spazzatura in un suono quasi piacevole.“
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