Vanishing Twin – Ookii Gekkou

Francesco Amoroso per TRISTE©

Ho sempre avuto la sensazione che gli appassionati di musica formino miriadi di piccoli mondi che, pur orbitando intorno allo stesso sole (la musica, appunto), non riescono mai a incrociare le proprie orbite.
Alla musica ognuno di noi chiede qualcosa di diverso e spesso ciò che è soddisfacente per alcuni, risulta del tutto inutile o eccessivamente ostico, o, magari, assolutamente banale per altri.

Due piccoli mondi musicali che continuano a scontrarsi e non si incontrano praticamente mai sono quello degli appassionati di sperimentazioni sonore e quello di coloro che a una canzone chiedono fruibilità e immediatezza.

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James Blake – Friends That Break Your Heart

Carlotta Corsi per TRISTE©

Da qualche mese ho gli occhiali e li odio.
Mi sento come in una crisi puberale, mi infastidiscono, non sopporto la pressione sulle tempie e il riflesso delle luci sugli occhi è controproducente.
Spesso mi innervosisco così tanto: perché vedo il mondo tutto distorto d’improvviso?
Vorrei solo vedere bene come prima. 

È un bel capriccio con il quale passare un po’ di tempo, un ottimo alibi se penso poi che se anche tornassi domani a vedere come prima, tutto sarebbe diverso e io vedrei esattamente come guardo oggi le cose.

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José González – Local Valley

Peppe Trotta per Triste©

Quattro dischi – a cui se ne aggiungono due come parte dei  Junip -in diciotto anni, oltre sei dall’uscita precedente. José González non si può certamente definire un autore prolifico, ma come spesso accade in questi casi la musica che propone non è mai superflua.
E malgrado stilisticamente “Local Valley” si ponga in continuità con i suoi predecessori non proponendo particolari rivoluzioni, in realtà siamo di fronte ad un lavoro che offre interessanti spiragli di novità.

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Laura Jane Grace – At War With The Silverfish

Tiziano Casola per Triste©

Mi chiedo: è possibile stabilire, così su due piedi, le linee guida dei propri gusti musicali? Nel mio caso, credo sia facile, almeno in fatto di musica concepita per essere registrata. A me, essenzialmente, piacciono le melodie fatte e finite, o perlomeno molto marcate. Oltre ciò, credo di preferire molto spesso autori che siano a loro volta degli appassionati di musica pop (non è scontato!), ma questo è un altro discorso.

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Julia Bardo – Bauhaus, L’Appartamento

Francesco Giordani per Triste©

‘Qualunque cosa la vita ci riversi addosso, avrà sempre qualche piacere da offrirci. E noi siamo tenuti a coglierlo’.
(Jonathan Coe, Io e Mr Wilder,
Feltrinelli 2021)

Mi piace cominciare questa recensione con una citazione violentemente ottimistica, tratta dall’ultimo delizioso romanzo di Jonathan Coe, scrittore arguto ed elegante, quanto mai britannico, che ha scelto di sublimare il suo già ben noto amore per le commedie di Billy Wilder in un’opera felicissima, regolata da un magistrale senso della misura narrativa e dello stile. Scelgo questa citazione sia perché la condivido sia perché, in un garbuglio di libere associazioni tutte mie, mi fa da comoda sponda nel parlare di un disco che ha per titolo, in italiano, Bauhaus, L’Appartamento.

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