Mt. Doubt – Doubtlands

Francesco Amoroso per TRISTE©

Si dice che l’età non sia solo una questione anagrafica.
Eppure, a giudicare da come mi sento quando mi alzo la mattina, forse l’assunto è falso.
Tuttavia l’entusiasmo che provo ogni volta che scopro una nuova band, posso assicurare, è esattamente lo stesso che provavo qualche decennio fa, quando alzarsi dal letto la mattina era ancora … un gioco da ragazzi.

Nei primi giorni del lockdown (riusciremo mai a scrivere nuovamente una recensione senza nominarlo?) mi sono dato all’ascolto compulsivo di novità e, grazie alla mia sottoscrizione con la magnifica etichetta scozzese Last Night From Glasgow che, periodicamente, oltre alle sue ultime uscite discografiche su cd o vinile, invia anche singoli brani di artisti del proprio roster, ho ascoltato per la prima volta Mt. Doubt.
Il brano era “Headless”, una ballata rock piuttosto classica, ben strutturata e altrettanto ben cantata, con una produzione pulita e di grande atmosfera. Un bel brano davvero, che mi ha convinto ma non coinvolto.
O, almeno, questa è stata la mia impressione dopo un paio di ascolti.

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Bully – Sugaregg

Emanuele Chiti per TRISTE©

Un recente articolo del New York Times ha dichiarato che il 2020 è stato l’anno che ha segnato il ritorno vincente delle chitarre sul mercato.

Il motivo principale sembra essere stato l’ausilio psicologico che lo strumento con le sei corde ha dato a tante persone che da un momento all’altro si sono ritrovate chiuse in casa e hanno preferito imparare a suonare il più “popolare” tra gli strumenti o ritornare a suonarlo, piuttosto che fare puzzle o disegnare mandala.

Quindi probabilmente il frutto di una sfortunata casualità? Probabile. Ma quello che certamente può essere più interessante è capire se le chitarre possano ritornare ad avere un impatto importante sulla società di massa, o per lo meno una parte minoritaria della società di massa, non tanto i magari pur pregevoli tentativi casalinghi di improvvisazione chitarristica da parte di migliaia di americani e non-americani.

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Jason Molina – Eight Gates

Peppe Trotta per TRISTE©

Io non amo le reunion di band rimaste inattive per decenni, anche se a volte mi sono dovuto ricredere.
Io non amo la tendenza sempre più diffusa di proporre dischi farciti di contenuti aggiuntivi che spesso tolgono incisività ad un racconto, ma a volte devo ammettere che lo impreziosiscono.
E io non amo i lavori postumi che non siano stati pianificati e completati dai loro autori, ma se si tratta di Jason Molina tutto cambia.

Sono passati poco più di sette anni dalla prematura scomparsa del musicista americano e il vuoto lasciato continua ad essere incolmabile, tanto da rendere necessaria una nuova pubblicazione che coinvolge la sua musica, sia che si tratti della riedizione con tanto di inediti di quel capolavoro a firma Songs: Ohia che è “The Lioness”, sia che ci si trovi di fronte ad una raccolta di frammenti e canzoni ripescate da un periodo particolarmente complesso della sua vita.

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Kamaal Williams – Wu Hen

Carlotta Corsi per TRISTE©

Chi non ascolta musica jazz, spesso dice che per rilassarsi preferisce qualcosa di meno “classico e complicato”.

Tendenzialmente quando qualcuno me ne parla, chiedo sempre da quando vivere in un mondo che richiede analisi sia diventato obsoleto e, soprattutto, dove sta scritto che la musica si riduca al banale scopo di alleviare il peso dei pensieri.
Forse m’innervosisce questo approccio superficiale o, forse, credo ancora ingenuamente che le settime possano rendere il mondo un posto migliore.
Perché una cosa che non viene capita non dovrebbe essere ascoltata? Dove sta il nesso? Non è nella scoperta la sua intrinseca bellezza?

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Elvis Depressedly – Depressedelica

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Tra le varie problematiche collegate al coronavirus e al lockdown, si è forse troppo poco parlato delle ripercussioni psicologiche di questa forzata e prolungata clausura.

Fortunatamente siamo (quasi) arrivati ad una specie di ritorno alla normalità, in cui almeno gli aspetti sociali potranno essere ripresi con maggiore intensità e libertà. Ma per soppesare gli effetti di quello che abbiamo passato, come per l’economia, dovremo forse aspettare ancora qualche mese.

Voi cercate di recuperare il prima possibile il tempo perso.

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