Musica come voce dell’anima, lessico attraverso cui esprimere il proprio sentire, rinunciando ad ogni ulteriore logica che non sia quella di una sincera trasmissione di emozioni. Nella sua ancora breve – almeno per numero di produzioni – carriera artistica Julie Byrne si è fin da principio distinta per il suo distacco da mere logiche discografiche, al punto che l’improvvisa notorietà scaturita dopo la pubblicazione del suo primo vero lavoro sulla lunga distanza le è piovuta addosso inaspettata.
Creare aspettativa, insinuare curiosità, costruire un fenomeno mediatico affidandosi a (neanche troppo) complesse operazioni di marketing è oggi una strategia ampiamente utilizzata in ambito discografico e ritrovarsi in dirittura d’arrivo davanti un prodotto discutibile, se non mediocre, è un rischio costante. Il famigerato hype non dipende comunque sempre e solo da chi vende, ma può essere ugualmente innescato da chi segue determinati flussi musicali e dimostrarsi non di rado perfettamente giustificato. Le nuove uscite curate dalla Tanca Records – sub-label di Trovarobato, fondata e diretta da Jacopo Incani/Iosonouncane – si collocano a pieno titolo in questa seconda ottica, spinte dal gusto preminente per la piena libertà espressiva e l’esplorazione di linguaggi peculiari, se non innovativi, alla base delle scelte dell’etichetta. Dopo l’interessante esordio di Vieri Cervelli Montel dello scorso anno, tocca a Daniela Pes presentare la sua opera prima provando a non deludere le attese e possiamo dire fin da subito che l’obiettivo è stato pienamente raggiunto.
Lila Tristram is a musician, fiction writer, artist and teacher based in East London. Sister EPs Our Friends pt. I & II were released over the course of 2020 via wiaiwya (UK) and Inpartmaint Inc (Japan). Characterised by melancholic fingerpicking, warm and intimate vocal harmonies and a weaving of bucolic British landscapes. Black and White Memories Ignited by the Scent of Springtime Explode in Colour was released on cassette via Modern Aviation on December 2022. The five-song EP is a collaborative project with The Last Dinosaur’s Jamie Cameron and combines sparse piano, rich strings and elusive vocals in a mysterious, ghostly soundscape. home, a set of 5 intimate songs were recorded, produced and mixed by Lila Tristram herself. The EP was released on 19th May 2023, with physical editions released on two labels; handmade CDs are available via Woodland Recordings, and 10″ vinyls (created by Lathe to the Grave, the only UK female-run lathe cutting business) are available via wiaiwya. The first track, January, features texan singer-songwriter Austin Basham, with whom Tristram collaborated via facetme during lockdown. Lila has been working closely with producer Gus White at his remote studio in Wiltshire on a forthcoming release, yet to be announced. Alongside writing and performing music, Tristram contributes to Folk Radio UK and Loud & Quiet magazines.
Temevano che la band di Nottingham, che tanto ci aveva colpito con le pastose ruminazioni falliane di LeBron James (in pratica gli Yard Act con tre anni d’anticipo), si fosse persa dopo aver messo a segno due colpi consecutivi non da poco come gli ep Zero Dollar Bill del 2020 e Glueland del 2021. L’esordio lungo Snake Sideways mette a tacere le nostre paure, dimostrandole ingiustificate, e rilancia semmai le ambizioni di una band che, sebbene ancora non del tutto capace di scindersi dalla cosiddetta scena neo-post-punk di provenienza, pare quantomeno aver trovato la via, non priva di peripezie, per arrivare esattamente al centro di sé stessa.
“Do you remember the way things were?” (Blueboy – Meet Johnny Rave)
L’indiepop è un genere musicale (sempre che si possa parlare di genere e non di attitudine) che arriva direttamente dal cuore, molto prima che dal cervello. E’ forse per questo motivo che, pur rimanendo (per costituzione) un genere di nicchia, è diffusissimo ed è possibile ascoltare band indiepop provenienti da ogni latitudine. Che ciò accada adesso, in un mondo globalizzato, è abbastanza normale: è possibile che un gruppo di ragazzini indonesiani, messicani, o italiani abbia ascoltato e amato Orange Juice o The Field Mice e sia, di conseguenza, spinto a scrivere un brano dalle spiccate caratteristiche indiepop. Nulla di più naturale. Quello che, invece, potrebbe stupire -ma che, invece, non fa altro che confermare come l’indiepop sia una musica del cuore, un suono e un’attitudine che sgorgano direttamente dall’anima- è che già quaranta e passa anni fa, quando cominciarono a sentirsi i primi vagiti dell’indiepop, nascessero ovunque band che, pur non avendo alcun legame tra loro, finirono per essere, però, accomunate da un attitudine -non solo musicale- simile.