That Which Is Not – The Basic Sharpness Of Emotions

Peppe Trotta per TRISTE©

Svegliarsi un venerdì mattina ad inizio Febbraio e ritrovarsi improvvisamente in primavera. Trascorrere due giorni cullato dal sole, in un tepore straniante e finire la domenica sera immerso nella nebbia prima che esploda un violento temporale percorso da un vento gelido. È spiazzante passare tra poli opposti nell’arco di un frangente limitato, un’esperienza in apparenza banale, ma che per il modo in cui accade può divenire affascinante.

Allo stesso modo ci si può ritrovare in balia di un suono che gradualmente muta muovendosi tra atmosfere divergenti, un flusso sensoriale in costante trasformazione, coerente e privo di cesure, a cui abbandonarsi totalmente seguendone le suggestioni. Sono esattamente queste le coordinate alla base dell’itinerario di esordio di That Wich Is Not, neonato progetto che vede insieme Nicola Fornasari (Xu, Xu(e), La Petite Vague) e Pier Giorgio Storti (Morose, Belaqua Shua).

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 12: James Yorkston

James Yorkston is a genius! His whole career is a clear evidence of this statement. His new album with The Second Hand Orchestra was released Friday 22nd January on Domino Records. We totally loved it and wrote a few words about it (in Italian) here.

What He Says:
James writes “This beautiful album I made with The Second Hand Orchestra, a Swedish band ran by Karl-Jonas, a man I have known for a few years now. The Second Hand Orchestra hadn’t heard any of these songs before the sessions. I flew to Sweden and said my hellos, then we all sat round and set up our instruments. I would run through a song, once, perhaps twice, and simply encourage the musicians to react to what they were hearing. The engineer would press record and – voila – we’d have a song down. This here album is the result of eight such castings of the net. We all love it – it was a joy to make and is fresh, spontaneous, and full of life x”

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Maria bc – Devil’s Rain

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Lo scorso anno, all’inizio del lockdown, come molti avevo pensato che alla fine questa pandemia mi avrebbe permesso di “recuperare del tempo”.

Dedicarmi a quello che era stato lasciato indietro: cose di lavoro, cose personali, progetti, libri, dischi. Devo dire che fino all’estate 2020 è stato effettivamente così, avevo effettivamente recuperato molte cose ed iniziate altre che, forse, senza questa pausa “forzata”, non sarei riuscito a fare.

Ora no. Ora non ce la faccio più. Le cose da fare si sono aggiunte una all’altra e rimane solo la sensazione di “perdere molto tempo”. Le cose mancanti sono ora più forti: viaggi, concerti, parenti e amici lontani, solo per fare un brevissimo elenco. La sensazione è quella di andare sempre più di corsa, nonostante, di fatto, non si possa che stare pressochè fermi.

Certo il fatto che stia ristrutturando casa non aiuta a diminuire lo stress. Ma almeno posso pensare che per questo motivo sarei stato “bloccato” comunque.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 11: Clara Mann

Clara Mann makes soft “almost folk music” to make herself feel calm in a busy world. Now based in Bristol, Clara grew up in a small village in the South of France, and grew up with classical music always around her, from choral pieces to chamber music. She is a classically trained musician, playing piano and voice, with classical music playing a great part of her identity as a folk musician. She writes lo-fi songs to be played in the evening. She is one of the most exciting, original and engaging artists producing music right now. Her debut EP, Consolations, will be out soon on the wonderful english label Sad Club Records.

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White Flowers – Within A Dream

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Il bianco è il colore che simboleggia la vita, la luce, il candore e la purezza. Eppure in culture diverse dalla nostra (in alcune culture orientali, per esempio) è un colore legato alla morte, mentre in India, pare, sia addirittura simbolo di infelicità.
I fiori bianchi così, per noi occidentali, sono da sempre collegati alle cerimonie religiose, quelle nelle quali si vuole esprimere la purezza del sentimento che le accompagna.

Non so se fosse questa l’idea che i due giovani di Preston, cittadina inglese del Lancashire a due passi dal “confine” gallese, volessero esprimere quando hanno scelto di chiamare la propria band, appunto, White Flowers”, eppure, in qualche modo, trovo il nome molto appropriato.

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