Formed in the summer of 2008, Model Village, from Cambridge, UK, mix jangly guitars, boy-girl harmonies, upbeat melodies and downbeat lyrics, sitting somewhere in the niche between Belle & Sebastian and The Promise Ring (according to their website).
The group has seen a bunch of line-up changes over the years, drawing in people with backgrounds in a whole bunch of different bands, including Econoline, Owl & Mouse, Hey Colossus, Fuzzy Lights, and Reynolds.
They recorded three albums so far, “A Solution To Everything”, “You Chose These Woes” and “Healing Centre” and played gigs with The Lemonheads, Allo Darlin’, Jeffrey Lewis, Half Man Half Biscuit, The Wave Pictures, Adam Green, and Slow Club and featured on the main stage at the Indietracks festival.
Their fourth album, “World Of Carp” is out now. And it’s delicious!
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Cassandra Jenkins – An Overview On Phenomenal Nature
Francesco Amoroso per TRISTE©
“La sofferenza è forse l’unico mezzo valido per rompere il sonno dello spirito”
(Saul Bellow: “Il re della pioggia”).
Cassandra Jenkins è una musicista di Brooklyn, nata e cresciuta in una famiglia di musicisti. Quando era bambina seguiva i suoi genitori sulle navi da crociera (e chissà se avrà pensato: “È una cosa divertente che non farò mai più”).
Ha imparato a suonare la chitarra da piccola e prima dei dodici anni era già in tour con la famiglia a presentare i classici del folk e del country.
Per un po’ di tempo, dopo essersi diplomata in una scuola di design nel Rhode Island ha lavorato come assistente editoriale per il New Yorker. Poi ha deciso di ritornare al suo vecchio amore e ha definitivamente intrapreso la carriera musicale.
Continua a leggereMaxïmo Park – Nature Always Wins
Francesco Giordani per TRISTE©
Mentre scrivo queste righe i Maxïmo Park sono al secondo posto dell’album chart britannica, sopra Dua Lipa, Alice Cooper e The Weeknd ma sotto i misteriosi Architects (nel frattempo sono andato a controllare su Wikipedia: “a metalcore band from Brighton, East Sussex”). Solo una settimana fa, al vertice di quella stessa classifica, sono transitati addirittura i Mogwai ed era peraltro la prima volta che agli Scozzesi riusciva una simile impresa.
Sebbene queste cose debbano contare il giusto (ovvero, oggigiorno, assai poco), da che mondo è mondo fa sempre piacere ritrovare la band che tanto si ama nelle parti alte di un hit parade nazionale. Ci si sente meno soli, in un certo senso. Da questo punto di vista non posso nascondermi dietro un dito: la band di Newcastle è da sempre fra le mie favorite, perlomeno sul versante di quello che amo chiamare “rock d’arte” inglese.
Continua a leggere(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 15: Rachel Love
Me and some friends formed the band Dolly Mixture in 1978, I was 15 and the other girls were 17. We were very serious from the start and learnt to play our instruments quickly as well as learning song writing.
I’ve been in other bands since and 8 years ago started making albums under the name ‘Spelt’ with my husband Steve Lovell, ex record producer who worked with artists such as Blur, Julian Cope, Holly Johnson and Morten Harket.
Last year I started writing a solo album and we recorded it all at home. The first single is Primrose Hill. I was inspired by a painting from the top of the hill looking out over London that my parents bought in the 60’s, I always loved it.
Giuliano Ciao – Flavio Giurato. Le gocce di sudore più duro
Francesco Giordani per TRISTE©
Penso di non essere stato il solo ad avvertire, in questi anni, l’esigenza di un studio serio e criticamente soddisfacente dell’opera di Flavio Giurato, che, più che collocarlo all’interno di un canone ufficiale o di un’ipotetica storia della canzone italiana, ne riportasse in piena luce l’originalità, la grandezza e la profondissima libertà. Quel libro, lungamente vagheggiato, ora esiste davvero, si chiama Flavio Giurato. Le Gocce di Sudore più Duro e porta la firma di Giuliano Ciao. Un’opera densa, piacevolmente “smisurata”, frutto di anni di lavoro, che si distingue dal brusio della contemporanea pubblicistica di argomento musicale non solo per il formidabile livello di ricerca e approfondimento critico propugnato dall’autore, ma anche e soprattutto per la raffinatezza stilistica della sua scrittura.
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