Maria bc – Devil’s Rain

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Lo scorso anno, all’inizio del lockdown, come molti avevo pensato che alla fine questa pandemia mi avrebbe permesso di “recuperare del tempo”.

Dedicarmi a quello che era stato lasciato indietro: cose di lavoro, cose personali, progetti, libri, dischi. Devo dire che fino all’estate 2020 è stato effettivamente così, avevo effettivamente recuperato molte cose ed iniziate altre che, forse, senza questa pausa “forzata”, non sarei riuscito a fare.

Ora no. Ora non ce la faccio più. Le cose da fare si sono aggiunte una all’altra e rimane solo la sensazione di “perdere molto tempo”. Le cose mancanti sono ora più forti: viaggi, concerti, parenti e amici lontani, solo per fare un brevissimo elenco. La sensazione è quella di andare sempre più di corsa, nonostante, di fatto, non si possa che stare pressochè fermi.

Certo il fatto che stia ristrutturando casa non aiuta a diminuire lo stress. Ma almeno posso pensare che per questo motivo sarei stato “bloccato” comunque.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 11: Clara Mann

Clara Mann makes soft “almost folk music” to make herself feel calm in a busy world. Now based in Bristol, Clara grew up in a small village in the South of France, and grew up with classical music always around her, from choral pieces to chamber music. She is a classically trained musician, playing piano and voice, with classical music playing a great part of her identity as a folk musician. She writes lo-fi songs to be played in the evening. She is one of the most exciting, original and engaging artists producing music right now. Her debut EP, Consolations, will be out soon on the wonderful english label Sad Club Records.

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White Flowers – Within A Dream

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Il bianco è il colore che simboleggia la vita, la luce, il candore e la purezza. Eppure in culture diverse dalla nostra (in alcune culture orientali, per esempio) è un colore legato alla morte, mentre in India, pare, sia addirittura simbolo di infelicità.
I fiori bianchi così, per noi occidentali, sono da sempre collegati alle cerimonie religiose, quelle nelle quali si vuole esprimere la purezza del sentimento che le accompagna.

Non so se fosse questa l’idea che i due giovani di Preston, cittadina inglese del Lancashire a due passi dal “confine” gallese, volessero esprimere quando hanno scelto di chiamare la propria band, appunto, White Flowers”, eppure, in qualche modo, trovo il nome molto appropriato.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 10: The Fernweh

credits: Christina Almeida

Liverpool band The Fernweh combine the baroque psychedelic sounds of ’60s bands like the Moody Blues and the Left Banke with British folk and a modern sonic punch. Their sound is made by three musicians who paid their dues as sidemen for years and used every sonic and melodic trick they learned along the way on their impressive self-titled first album, released in 2018.
The project started as an idea years before it became a reality. Guitarist Jamie Backhouse and keyboardist Austin Murphy, where at Glastonbury in 2007 with their band, where they were joined by bassist Ned Crowther, who was playing with its own band. The trio ended up sitting atop a hill discussing their shared love of classic American bands of the ’60s, psychedelia and British folk like Fairport Convention (whose album Liege and Lief became something of a guiding light for the trio.) Somewhere along the way, one of them suggested they should start a band. The sound they came up with was classic psychedelic pop with a huge swath of folky weirdness mixed in. The Fernweh’s debut self-titled album was released by Skeleton Key in late 2018. Their new single “The Wounds Of Love” is out now via bandcamp.

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Insides – Soft Bonds

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Qualcuno di voi ricorda come era bello avere le proprie etichette discografiche di riferimento? Acquistare e.p. e album a scatola chiusa solo perché sulla copertina era impresso quel piccolo marchio che era garanzia di qualità? Espandere le proprie conoscenze e crescere, musicalmente e umanamente, di pari passo con le nuove uscite della nostra label preferita? Io (purtroppo per me) lo ricordo bene.

Pur non essendo mai stato un collezionista, di alcune etichette acquistavo tutto quello che riuscivo a trovare, senza neanche farmi domande sul contenuto e, quasi sempre, non ne rimanevo deluso. La Creation, naturalmente, la Sarah, la Él Records, la 4AD…

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