Nuovo Testamento – New Earth

Francesco Giordani per TRISTE©

Ogni tanto ripenso a quel capolavoro cinematografico che risponde al titolo di San Junipero, indimenticabile e secondo alcuni (e io sono tra questi) miglior episodio di Black Mirror, finendo col domandarmi se la musica non abbia rappresentato per me, esattamente come l’omonima cittadina per i protagonisti di quella superba puntata, l’illusione di un’eternità sempre sul punto di sgretolarsi nell’angustia di una prigione tutt’altro che illusoria.

Al di là degli innumerevoli riverberi metaforici, questo è infatti San Junipero nel racconto: un non-luogo della mente in cui immaginare di poter vivere lo stesso giorno perfetto all’infinito mentre “fuori”, da qualche parte nel mondo reale (reale?), il corpo invecchia nella sua irreversibile e muta solitudine o peggio.

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Mt. Misery – Once Home, No Longer

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Alla fine non è tornato a casa.
Forse perché quelle che una volta era la casa del football ora non lo è più (e non lo è più da un centinaio di anni, ma in molti da quelle parti non vogliono farsene una ragione).

Eppure son così tanti i legami che ho con l’Inghilterra (e con la Gran Bretagna tutta) che durante e dopo l’emozionante partita di ieri sera non ho potuto fare a meno di pensare a quanto la perfida Albione mi abbia regalato, a quanto la mia (e non solo mia, credo) vita sia stata influenzata dalla musica proveniente da quelle parti, quanto il mio immaginario, non solo musicale, sia comune a quello di tanti inglesi.

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Flowertown – Flowertown

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Ci chiediamo spesso se sia giusto o meno concedere una seconda possibilità a chi la prima volta ci ha deluso o non ha soddisfatto a pieno le nostre aspettative.
Spesso queste seconde possibilità diventano solo la seconda occasione (e poi la terza e la quarta…) che diamo alle stesse persone per deluderci ancora, per reiterare comportamenti e azioni che ci avevano ferito già la prima volta e così finiamo per diventare intransigenti e per eliminare le persone (per dirla con una metafora tanto abusata oltreoceano) anche solo dopo il primo strike. Probabilmente è un errore grave.

Ed è ancora più grave se parliamo di ambito musicale: siamo talmente sommersi di novità e abbiamo la possibilità di ascoltare ogni giorno decine di artisti e album nuovi che bastano poche canzoni – a volte anche una sola – che non ci convincono al primo ascolto, per passare oltre e l’idea di concedere a un nuovo lavoro o a una nuova band una seconda possibilità spesso non riusciamo neanche a contemplarla.

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John Myrtle – Myrtle Soup

Francesco Amoroso  per TRISTE©

Il comfort food è qualsiasi alimento abbia qualità consolatorie, nostalgiche o sentimentali. Chi, sottoposto a un forte stress emotivo, al caos, al conflitto, non ha, almeno qualche volta, consumato enormi vaschette di gelato, pacchi di patatine fritte, quintali di pizza, tavolette di cioccolato o intere torte con la panna?
A quanto pare (per fortuna ormai ci sono studi scientifici su ogni argomento), per lo più, il comfort food è quello ricco di energia, ipercalorico, pieno di grassi (magari saturi, per non farci mancare nulla) e di zuccheri.

Tuttavia esistono varie categorie di comfort food e queste variano anche con il variare della situazione e del vissuto di colui che mangia: trovo particolarmente interessante (del resto della madeleine di Proust abbiamo già parlato fino alla nausea) quello che scientificamente viene definito “cibo nostalgico”: si tratta di quegli alimenti che hanno una forte correlazione con la sicurezza dell’infanzia e, naturalmente, ognuno di noi ha i propri.
Nel mio caso (tra i tanti) si tratta della semplice pasta con il sugo, delle scaloppine, del pane “cafone” e della pastina in brodo: quando mangio questi cibi mi sento a casa, mi sento sicuro e rilassato, mi sento amato.

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The Lathums – Live From Sefton Park

Francesco Giordani per TRISTE©

L’estate che ci attende, lo sappiamo, non sarà certo la più ricca di concerti della nostra vita. Qualcosa inizia a muoversi, è vero, sbocciano le prime ottimistiche line-up, qualche temerario cartellone festivaliero si fa largo non senza fatica nelle nostre bacheche Facebook ed è senza dubbio bellissimo poter ricominciare a pensare (e pianificare) il futuro senza paura.

Nell’attesa, anziché indugiare in desolanti – e, dal mio personale punto di vista, sempre più noiosi – concerti in streaming senza spettatori e magari anche a pagamento, possiamo comunque mantenere in esercizio muscoli e ugole in vista di tempi migliori ascoltando qualche album live.

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