Constant Follower – Neither Is, Nor Ever Was

Francesco Amoroso per TRISTE©

La sensazione costante nell’affrontare la vita è che ci vogliano sempre pronti ai blocchi di partenza, sempre scattanti, sempre di corsa, indirizzati verso qualche traguardo.
Chi si ferma è perduto, chi indugia viene lasciato indietro, chi si distrae rischia di non cogliere il momento giusto e diventare obsoleto. Pronti? Partenza… Via!

Non è prevista l’ipotesi di interrompere lo starter dopo la prima domanda e fargli comprendere che no, non siamo pronti, anche se è tutta la vita che ci alleniamo per quella corsa. Anche se fino a un attimo prima, piegati sul tartan della pista di atletica, ci sembrava che dopo lo sparo avremmo divorato il mondo, in realtà ci siamo appena resi conto che non siamo affatto pronti ad affrontare l’ennesima corsa. Anzi che abbiamo deciso di ritirarci e non correre più.
Non è una scelta contemplata – non lo è, né lo è mai stata – tanto che tra il “Pronti” e il “Via” non avremmo comunque il tempo di pronunciare nemmeno quel monosillabo che ci tirerebbe finalmente fuori dalla gara.

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Grouper – Shade

Peppe Trotta per TRISTE©

Nebbia così fitta
che non mi
vedo
più
il cuore.

Trovo perfetti questi versi di Nazim Comunale per descrivere il paesaggio da cui immagino emergere le creature sonore plasmate da Liz Harris. Un territorio crepuscolare immerso in un presente eterno dove lo scorrere del tempo perde definizione.
E in effetti le tracce degli itinerari enigmatici firmati Grouper sono spesso composizioni scritte nel corso degli anni e improvvisamente recuperate per cristallizzare le sensazioni del momento.
Non fa difetto a questo peculiare processo creativo Shade, album intriso di un lirismo fragile che prosegue la ricerca di una forma cantautorale sempre più scarna e diretta.

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Julia Bardo – Bauhaus, L’Appartamento

Francesco Giordani per Triste©

‘Qualunque cosa la vita ci riversi addosso, avrà sempre qualche piacere da offrirci. E noi siamo tenuti a coglierlo’.
(Jonathan Coe, Io e Mr Wilder,
Feltrinelli 2021)

Mi piace cominciare questa recensione con una citazione violentemente ottimistica, tratta dall’ultimo delizioso romanzo di Jonathan Coe, scrittore arguto ed elegante, quanto mai britannico, che ha scelto di sublimare il suo già ben noto amore per le commedie di Billy Wilder in un’opera felicissima, regolata da un magistrale senso della misura narrativa e dello stile. Scelgo questa citazione sia perché la condivido sia perché, in un garbuglio di libere associazioni tutte mie, mi fa da comoda sponda nel parlare di un disco che ha per titolo, in italiano, Bauhaus, L’Appartamento.

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Nico Hedley – Painterly

Francesco Amoroso per TRISTE©

Mi auguro che questa non venga presa come una lamentela, ma è indubbio che viviamo costantemente sommersi da una ipertrofica produzione musicale (“sommersi soprattutto da immondizie musicali” direbbe qualcuno, non proprio a torto, soprattutto se si guarda esclusivamente la superficie). Potremmo passare il resto delle nostre vite ad ascoltare ogni giorno un album nuovo, eppure non riusciremmo comunque a tenerci al passo.
Forse è questo il motivo per cui tanti appassionati di musica pigri e poco avventurosi si rifugiano nel passato: lasciano che siano altri a fare selezione per loro e, piuttosto che azzardare, preferiscono affidarsi al giudizio (spesso fallace) del tempo.

Non sanno quanto si perdono.

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Yebba – Dawn

Carlotta Corsi per TRISTE©

Ci sono moltissime cose che ho perso e ritrovato nel giro di questi nove mesi -come una gestazione-. Mi sembra alle volte di tornare alla vita come nuova di zecca, ma piena dei dolori di una vita sulle spalle. Mi sento estremamente fiacca da tempo, fiaccata da situazioni fuori dal mio controllo e fiacca perché dormo su un divano letto di circa 8 centimetri.
La mattina mi sveglio presto.
La stanza, che è comunque piccola e piena di oggetti sparsi sul pavimento, diventa di un bel colore, odora di erba bagnata ed è soffice l’aria che si respira.
Dei giorni provo a tenere a mente solo questo breve momento, soprattutto se sento il petto diventarmi pesantissimo e lo stomaco contorcersi per tutte quelle cose che mi rattristano talmente tanto da infuriarmi.

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