
Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©
Non so se, quando (quanto) e dove siete usciti ultimamente. Ma se come me vi siete fatti qualche giro di sera nei primi giorni di questo nuovo anno, ed in particolare nel week-end successivo all’epifania, forse avrete percepito la mia stessa strana sensazione.
I lockdown sono ormai lontani, ma nell’aria c’è qualcosa di ancora più inquietante della totale assenza di persone che aveva caratterizzato le chiusure forzate di inizio pandemia. I locali non sono necessariamente vuoti (anzi in molti casi sono anche pieni, ma questo è successo a partire dall’ultimo week-end), ma sono svuotati di vitalità. La gente, in generale, sembra rassegnata a questa situazione di perenne incertezza e insicurezza. Potremmo chiamarlo realismo pandemico, perché con il realismo capitalista di Mark Fisher ha una cosa in comune: “there is no alternative” a questo straniamento, a questo stato di emergenza prolungato e a questo mettere tra parentesi il mondo e le nostre vite.
Continua a leggere



