Francesco Amoroso per TRISTE©
Be not afeard, the isle is full of noises
Il revival del vinile (che c’è, ma ha numeri risibili), il revival del cd (che non c’è, ma si auspica prima o poi arrivi), gli introiti che arrivano solo dal merchandising (ma il merchandising non si vende molto senza concerti), allora puntiamo tutto sui diritti di sincronizzazione (ovvero: scriviamo musica che sarebbe perfetta come colonna sonora di una serie tv, o, anche di un commercial) e chi più ne ha più ne metta.
La realtà, evidente a chiunque voglia affrontarla, è che oramai la musica dipende quasi esclusivamente dallo streaming e che la piccolissima fetta di mercato che rimane ai supporti fisici viene spesso auto-sabotata dagli stessi artisti e dalle loro case discografiche che non sanno più che pesci prendere e così continuano a “tartassare” i veri appassionati e i collezionisti (a questi ultimi, in fondo, un po’ sta anche bene) con edizioni limitate in cinquanta copie, vinili in otto colori diversi, edizioni deluxe che escono dieci giorni dopo l’edizione standard, per la disperazione di chi ama la musica a prescindere dall’oggetto che la contiene o dal metodo della sua fruizione.
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