Studio Electrophonique – Happier Things EP

Francesco Amoroso per TRISTE©

Fili neri di pioppi – fili neri di nubi/ sul cielo rosso –
e questa prima erba/ libera dalla neve/ chiara/
che fa pensare alla primavera/ e guardare/
se ad una svolta/ nascono le primule –
Ma il ghiaccio inazzurra i sentieri –
la nebbia addormenta i fossati –
un lento pallore devasta/ i colori del cielo –

Scende la notte – nessun fiore è nato –
è inverno – anima – è inverno.

(A. Pozzi, 1932)

Le canzoni e gli album che le contengono hanno una vita propria.
Appena vengono rilasciati nel mondo non appartengono più ai loro artefici ma diventano patrimonio di tutti e ognuno è libero di fare di loro ciò che vuole, di riempirli di significato, di usarli a proprio piacimento, di interpretarli come ritiene opportuno.
A volte una canzone o un disco vivono più vite anche per lo stesso ascoltatore. A volte accompagnano momenti significativi dell’esistenza e a volte sono essi stessi i momenti significativi di una vita.
Capita addirittura che, spontaneamente e apparentemente senza un reale motivo, riescano a sprigionare tutti i loro sentori, il loro senso, solo quando s’incontrano con altre forme d’arte, con le quali a prima vista possono anche non spartire nulla.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 57: Sun June

Sun June (credit: Santi Dietche)

Sun June is an American indie band from Austin, Texas. The five members of Sun June spent their early years spread out across the United States, from the Hudson Valley to the outskirts of LA. Having spent their college years within the gloomy, cold winters of the North East, Laura Colwell and Stephen Salisbury found themselves in the vibrant melting-pot of inspiration that is Austin, Texas. Meeting each other while working on Terrence Malick’s ‘Song to Song’, the pair were immediately taken by the city’s bustling small clubs and honky-tonk scene, and the fact that there was always an instrument within reach, always someone to play alongside. Coming alive in this newly discovered landscape, Colwell and Salisbury formed Sun June alongside Michael Bain on lead guitar, Sarah Schultz on drums, and Justin Harris on bass. They released their first full-length album in 2018 titled Years via the magnificent Keeled Scales. The band coined the term ‘regret pop’ to describe the music they made on the ‘Years’ LP. In February 2021, the band released its second album, Somewhere, through Keeled Scales and Run for Cover. In the time since, Colwell and Salisbury have become a couple, so they’ve called this one their ‘prom’ record: a sincere, alive-in-the-moment snapshot of the heady rush of love. 
In January 2022 Somewhere got a reissue with three great bonus tracks.

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Jake Xerxes Fussell – Good and Green Again

Peppe Trotta per TRISTE©

Scavare nel passato, riattualizzarne le testimonianze per avere una visione più chiara del presente. Condotto con questo spirito, il recupero e l’analisi delle radici storiche, in qualsiasi campo venga attuato, è un’operazione importante e vitale dalla quale possono scaturire esiti brillanti.
Un’esemplare testimonianza in tal senso arriva dal quarto, convincente lavoro discografico pubblicato da Jake Xerxes Fussell.

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Francesco Bianconi – Accade

Tiziano Casola per TRISTE©

“Lo fanno anche Bobo Rondelli e Bianconi,
che son così bravi da offendermi”

cantava Federico Fiumani, evidentemente accortosi, anni fa, del discepolato spirituale da sempre portato avanti nei suoi confronti da Francesco Bianconi e i suoi Baustelle. Perché questi ultimi, si sa, quando non giocano ai Pulp italiani, giocano ai Diaframma intonati (a scanso di equivoci: per chi scrive non esiste intento più nobile, sia chiaro!).

C’è d’altronde un filo rosso che unisce Diaframma, Pulp e Baustelle. Un filo che va dalla rivincita dei provinciali sui milanesi, alle frecciatine – per me sempre graditissime – ad un certo universo artistoide bourgeois.

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Los Bitchos – Let The Festivities Begin!

Francesco Giordani per TRISTE©

È notizia di pochissimi giorni fa l’improvvisa defezione del cantane e chitarrista Isaac Woods dalla band Black Country, New Road, a nuovo album praticamente appena uscito. La cosa dispiace doppiamente visto che Ants From Up There è un lavoro a tratti strabiliante, di quelli che ci accompagneranno per tutto l’anno e forse anche oltre.

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