(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 52: Caveleon

Caveleon

Caveleon project was born in January 2018, bringing together multi-instrumentalist Leo Einaudi, singer-songwriter Giulia Vallisari, electronic musician Federico Cerati and drummer Agostino Ghetti. The band immediately found an affinity, which, combined with their talent, produced original and evocative sounds, caught somewhere between folk, indie and rock atmospheres immersed in electronic sounds. The result of this sonic research takes the listener into a world that is difficult to define, but surprising in its simplicity and refinement. The vocals Leo and Giulia, the first deep and rough, the second angelic and ethereal, acoustic guitar, avant-garde rhythms, piano and keyboards, and arrangements full of suggestion, lead to imagine being in places that we seem to have known, and at the same time are unexplored. In May 2019 the band released their first EP Caveleon with the Futurissima label, which was followed by an Italian tour. The following year the band found themselves working on new songs and on an ambitious and original project: not a simple album for its own sake, but a concept made up of three EPs: each EP deals with a different theme, but connected to the others. Sometimes and Sometimes I’m Still led to Sometimes I’m Still Drowning, their first album, out in October 2021 for Costello’s.

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Zacari – Sol

Carlotta Corsi per TRISTE©

C’è chi dice che le quattro stagioni non esistano più: ormai, dicono, che ci siamo giocate quelle di mezzo. 
Io nell’anno appena passato, però, le ho sentite tutte. 

Ho sentito i cambiamenti attraversarmi le ossa, come il sole quando si fa più caldo mano a mano che dalla primavera passa all’estate, per poi ritirarmi dentro me stessa via via che le giornate si facevano più corte e più fredde.
Ho preso in pieno tutte le stagioni e le ho interiorizzate una per una, perché sto diventando grande e ora riesco a coglierne tutte le sfumature. Solitamente le giornate fredde mi portano ad aggrapparmi alla musica come un gatto ad un termosifone, eppure, negli ultimi due mesi ho fatto tanta fatica a trovare qualcosa che riuscisse a scaldarmi.

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Elbow – Flying Dream 1

Francesco Giordani per TRISTE©

Sono grato agli Elbow. Il semplice sapere che esistono e che pubblicano ancora dischi fatti alla loro maniera -una maniera che per fortuna non cambia, non tenta maldestramente di ammodernarsi o d’inseguire lo scintillio effimero del momentaneo- mi conforta, anzi più precisamente mi rasserena, come sapere che c’è ancora uno strato di Terra dura sotto le mie suole di plastica e, nel medesimo istante, una nuvola a forma d’uccello sopra la mia testa. Oppure, ancora, come sapere che c’è una svolta alla fine del marciapiede che sto percorrendo (con l’ultimo disco degli Elbow in cuffia, sotto il cappello di lana) e che tale svolta mi condurrà di fronte al bar dove mio padre mi attende per un caffè.

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Le firme di TRISTE©: Francesco Amoroso racconta il (suo) 2021 ADDENDUM: E.P.s

Francesco Amoroso per TRISTE©

Di parole per gli album che più ho amato nel 2021 ne ho spese anche troppe (qui), ma sarebbe stato un peccato non segnalare anche per gli e.p. che, nell’anno appena trascorso, hanno catturato la mia attenzione e mi hanno permesso di conoscere tanti nuove proposte musicali o di approfondire la conoscenza di quelle che già in altre occasioni mi avevano conquistato.
L’elenco è (per fortuna?) ben più stringato (anche nelle chiacchiere) di quello relativo agli album e sono stato rigido nell’inserire solo uscite con non meno di quattro brani e non più di sette.

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Le firme di TRISTE©: il 2021 di Tiziano Casola

Tiziano Casola per TRISTE©

Con qualche giorno di ritardo, anche io mi accingo a tirare le somme di questo 2021 di ascolti (che tanto si sa, entro l’Epifania, o poco oltre, vale ancora tutto).
Togliamoci dunque subito il dente: quanti e quali dischi mi resteranno di questo 2021? La risposta è due, As days get dark degli Arab Strap e Back to Mono dei Courettes.

Nel primo caso si parla per me di veri fuoriclasse. Un disco cupissimo, ma sempre tirato avanti a ritmi sostenuti, che in più di un’occasione mi ha fatto pensare agli Afghan Whigs dei tempi d’oro o ai dimenticati Whipping Boy, se non addirittura, per un certo approccio sermonesco al cantato, ai Current 93 di Island (per credere, confrontare con Crowleymass Unveiled).

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