Le firme di TRISTE©: Francesco Amoroso racconta il (suo) 2021

Francesco Amoroso per TRISTE©

Quest’anno (o meglio lo scorso, visto che siamo già nel 2022) ho cominciato a pensare al riepilogo di fine anno sin da gennaio, forse per il trauma che ogni volta mi provoca il tentativo di racchiudere, in un lungo e verboso articolo, passioni e sensazioni di dodici lunghi mesi.
Stavolta avevo la speranza di non dovermi ritrovare a fine anno a tentare con fatica di recuperare nella mia memoria, sempre più traditrice, gli album e le canzoni che avevano fatto battere il mio cuore nei trecentosessantacinque giorni precedenti e così mi sono messo di buona lena a scrivere e scrivere, a imprimere su carta (o, più spesso, su supporto telematico) i miei pensieri e le mie (opinabilissime) opinioni su tutta la musica che più mi colpiva.
Eppure non tutto è andato per il verso giusto.
Facendo un bilancio, quasi un terzo dei miei album preferiti è rimasto fuori dalle “recensioni” di TRISTE©. E molti altri, pur avendomi colpito e coinvolto, non sono riuscito ad approfondirli nel modo adeguato (mi vengono in mente l’ultimo di Marissa Nadler, l’esordio degli Aeon Station, il delicato lavoro dei Pleasance House, il secondo lavoro dell’australiana Jessica, ma potrei elencarne a decine).

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Le firme di TRISTE©: il 2021 di Peppe Trotta

Peppe Trotta per TRISTE©

La fine di un anno è sempre sinonimo di riepilogo e bilancio. Giunti in fondo ci si ritrova a fare conti, valutazioni, a volte buoni propositi e arriva immancabile anche il momento di proporre un resoconto degli ascolti più assidui cercando di mettere in fila i dischi che più ci hanno fatto compagnia. Non una classifica – malgrado mi ritrovi a stilarne, continuo a considerarle pretestuose e poco rilevanti – ma un semplice elenco di itinerari sonori apprezzati particolarmente che andranno a sommarsi a quelli che di anno in anno continuano ad essere presenti.

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Le firme di TRISTE©: il 2021 di Carlotta Corsi

Carlotta Corsi per TRISTE©

Quest’anno è stato decisamente silenzioso per me. Ho l’abitudine di rifugiarmi nelle parole e sopra ogni cosa, nella musica, gli ultimi dodici mesi però, ho abbassato drasticamente il volume di tutto e non so quanto bene mi abbia fatto alla fine.
Avrei voluto fare una lista meritocratica e in grado di risuonare con quelle che si vedranno nei prossimi giorni sui vari magazine, ma la verità è che sarebbe falsa, per quanto probabilmente più interessante per voi. Farò una lista onesta, ovvero dei pochi –ahimè- ascolti di quest’anno, tirando fuori i migliori per me e menzionando, poi, per giustizia, gli artisti che quest’anno hanno fatto la differenza, non solo per me.

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