Mimi Parker: Amazing Grace

Francesco Amoroso per TRISTE©

It’s so easy to laugh/ it’ so easy to “It’s so easy to laugh
It’s so easy to hate
It takes guts to be gentle and kind

Oggi non c’è spazio per parlare delle novità discografiche, per esaltare le ultime uscite o per raccontare di qualche canzone o album che mi appassiona o mi ha appassionato.
Oggi, nel mio cuore, c’è spazio solo per Mimi (e per Alan e per i loro figli).
Per Mimi Parker che era nata cinquantacinque anni fa in Minnesota e che, da allora, con il suo modo di essere schivo e gentile, è riuscita ad arrivare dritta al centro delle nostre anime, che ora si scoprono straziate, non senza un po’ di pudore e imbarazzo.
Pudore e imbarazzo perché nessuno di noi conosceva davvero Mimi Parker e sentirci in diritto di essere tristi, distrutti, devastati, sembra un’arroganza, un’invasione della privacy e un’offesa al dolore altrui.
Eppure non poss(iam)o che esserlo.
Distrutti. Devastati. Con un buco al centro del petto, con un senso di vuoto che non sarà facile colmare tanto in fretta.

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Heavenly – Heavenly Vs. Satan

Francesco Amoroso per TRISTE©

Dove eravate voi nel 1990? Io non mi ricordo bene. Avevo vent’anni ed evidentemente ero troppo preso dalla mia vita e da me stesso per rendermi conto di tutto quello che mi accadeva intorno. Ricordo che ci sono stati i mondiali di calcio in Italia. Ricordo anche la rapida disgregazione del blocco sovietico e la riunificazione delle due Germanie. Con una certa angoscia, mi ritorna in mente l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq di Saddam Houssein e l’operazione Desert Storm, avviata da George W. Bush (padre) ad agosto, mentre mi trovavo sull’isola di Ponza e, quando tutti gli altri dormivano, ebbri di sole, cibo e “amore”, mi attaccavo alla radio per sentire il telegiornale della mezzanotte nella speranza che si trattasse solo di una guerra lampo. Ho rimosso dalla memoria la fine del PCI e la nascita del “Partito Democratico della Sinistra” e mi è rimasto impresso l’omicidio della povera Simonetta Cesaroni, sempre in quel luminoso agosto che per me rappresentava uno dei primi passi, gioiosi e pieni di speranza, nella mia vita adulta e che, invece, è stato, evidentemente, tragico e crudele.

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(Make Me a) TRISTE© Mixtape Episode 90: Jade Imagine

Jade Imagine (©Hugo Kohler)

Jade Imagine are Tim Harvey, Madeline Lo-Booth and Jade McInally with Marcel Tussie (Stella Donnely, Rolling Blackouts C.F) on drum duties for the recording. Before founding Jade Imagine, front-person and key songwriter Jade McInally had been a stalwart of the indie scene for more than a decade. After winding her way to Melbourne from somewhere consistently sunny, McInally cut her live-performer teeth with her own electronic project Tantrums, before playing in the bands of local favourites Jess Cornelius (Teeth and Tongue) and Jess Ribeiro. After signing with Milk! Records, Jade Imagine’s debut EP ‘What the Fuck Was I Thinking’ was released in April 2017.
Following the release of the EP, Jade Imagine played with The Pretenders, Angel Olsen, Alvvays, Lucy Dacus (US), Stella Donnelly and Julia Jacklin.
Jade Imagine released their debut album Basic Love in August 2019, released on Courtney Barnett’s Milk! Records in Australia and New Zealand and Marathon Artists for Rest of World. Cold Memory, their sophomore album, was written and recorded between Melbourne, Warrnambool and Fremantle, Western Australia and is out now via Marathon Artists. 

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Clara Mann – Stay Open

Francesco Amoroso per TRISTE©

Esiste una parola inglese (della mia fascinazione per le parole inglesi credo di avere parlato già spesso e diffusamente), della quale non trovo una traduzione adeguata in italiano, che descrive perfettamente una stato d’animo nel quale mi capita spesso di trovarmi: overwhelmed.
In italiano potrei dire sopraffatto o sconfitto, oberato o schiacciato, ma tutte queste parole hanno una valenza quasi esclusivamente negativa, mentre l’espressione inglese è molto più ambivalente ed è perfetta per descrivere una situazione di totale coinvolgimento emotivo.
Il lungo preambolo mi è necessario per giustificare la necessità di utilizzare questa parola, così bella ed espressiva, nel raccontare del nuovo EP di Clara Mann, Stay Open, appena uscito per la sevenfoursevensix.

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Logan Farmer – A Mold For The Bell

Francesco Amoroso per TRISTE©

Questo miraggio delle partite o delle vite senza sbagli: no, Miša si teneva volentieri il fallimento. Si teneva la vulnerabilità e lo scompiglio. Tanto valeva ubriacarsi o combinare pasticci, ma rispettare sempre la dignità del singolo essere umano: gentilezza e generosità erano migliori di una rettitudine che, nel nome di se stessa, non esitava a calpestare gli altri.
(Giorgio Fontana, Il Mago di Riga)

Non credo ci sia qualcosa di più efficace di una voce e una chitarra acustica per trasmettere la vulnerabilità e lo scompiglio dell’animo umano, per certificare un dignitoso fallimento o per raccontare di gentilezza e generosità che a volte si spingono quasi fino all’autolesionismo.
Una voce, una chitarra acustica e poco più riescono a provocarmi epifanie, improvvise e inaspettate, rivelazioni che qualcosa di più profondo, più significativo può risiedere o essere portato alla luce da un gesto, un oggetto, una situazione quotidiana, una frase letta distrattamente in un romanzo sugli scacchi, una canzone.

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