Dean Wareham – Dean Wareham

Mettere in fila le priorità e prendere le cose con il dovuto peso. Queste sono due qualità che mi mancano completamente (nel senso che prendo tutto troppo sul serio). Per questo ogni tanto è bene sedersi e, con l’aiuto di un bicchiere di grappa barricata, cercare di rilassarsi.

E per farlo non c’è niente di meglio che mettere il disco giusto e lasciarsi cullare dalla musica. Un buon esempio è il nuovo album di Michael Dean Wareham.

DeanWareham_SelfTitledIl musicista americano (nato in Nuova Zelanda) non è certo un novellino della scena indie: alla fine degli anni 80 da vita ai Galaxy 500 e dopo lo scoglimento della band nel ’91 fonda i Luna (““the best band you’ve never heard of”, secondo Rolling Stone. Per quello che può valere).

Dopo ulteriori avventure musicali, alla fine del 2013 Dean rilascia un primo EP solista che riscuote un buon successo: Emancipated Hearts, dove tra i 6 pezzi spicca la bella Love Is Colder Than DeathA distanza di pochi mesi eccolo uscire con un nuovo lavoro, il suo self-titled LP.

Nei 9 pezzi del nuovo disco Wareham conferma quanto di buono ci aveva fatto ascoltare nel primo EP da solista, riuscendo al tempo stesso a superarlo dando vita ad un album maggiormente coeso e “ragionato”.

Sì, perchè si possono ancora ritrovare il dream-pop dei Luna e le chitarre sporcate dei Galaxy nel bagaglio di questo artista, ma adesso c’è più maturità. C’è il fermarsi a fare il punto, come nel suo libro del 2008 (Black Postcards), e c’è l’andare avanti.

L’iniziale The Dancer Disappears basterebbe da sola per far innamorare di questo disco, che invece prosegue con la splendida Beat the Devil. La delicatezza è il marchio di fabbrica di Dean Wareham. Una delicatezza capace di entrarti dentro e cacciare ogni inquietudine.

Nella seconda metà del disco, con Holding Patterns e I Can Only Give My All (una delle mie preferite) si alzano un po’ i ritmi, ma senza mai perdere il filo con la linea dell’album, che si chiude con una canzone dal titolo illuminante: Happy & Free, anche se solo “for a while”.

Un bellissimo debut album per Dean Wareham, perfetta compagnia per ogni momento in cui sentiamo il bisogno di prenderci del tempo per riflettere e ripartire sereni.

Un po’ come una grappa barricata.

)

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