Pat Dam Smyth @Unplugged in Monti @Black Market – Roma, 7/12/2015

Ponte (magari non per tutti…). Aria di feste. L’anno sta per concludersi e le vacanze natalizie sono alle porte. Per avere un anticipo dei pasti di fine stagione nel week end sono andato a Viterbo, dove sicuramente non si risparmiano per quanto riguarda abbondanza, pesantezza e bontà dei cibi.

Di ritorno dal capoluogo della Tuscia, per “smaltire” non poteva esserci cosa migliore che quella di farsi un rapido pranzo leggero a base di sola frutta e indirizzarsi verso Monti, per una nuova “tappa” dell’Unplugged show più amato della Capitale.

PatDamSmyth_UIMQuesta volta è il turno di un artista nord-irlandese di base a Londra, che assieme alla sua chitarra (e al piano) ci ha reso partecipi del suo vissuto particolarmente turbolento e interessante.

Eh sì, perchè non solo Pat Dam Smyth ha vissuto sulla propria pelle il lungo conflitto che ha infiammato Belfast e d’intorni sin dagli anni ’70, ma anche perchè, a suo stesso dire, Pat per un certo periodo della sua vita non si è certo risparmiato con alcohol, feste e quant’altro.

Tutto questo l’ha portato ad un vero e proprio crollo psicofisico, che se da un lato ha quasi rischiato di segnare la fine della propria carriera come musicista, dall’altro costituisce le basi per la maggiore introspezione che l’ha condotto a The Great Divide, il suo ultimo disco.

Dal background folk (con incursioni nel blues), Pat Dam Smith sa spesso aggiungere quel tocco melodico che non guasta mai. Tra un racconto di un concerto finito con la fuga da un possibile attentato, storie di vita londinese e sorsi di birra, il cantautore propone al folto pubblico venuto ad ascoltarlo gran parte del suo repertorio.

La maggior parte dei pezzi pesca direttamente nel vissuto di Pat (The Dark Night of the Soul, The Ides of the March, Blue Lights) e proprio per questo il trasporto dell’artista nel cantarli è forte e coinvolgente.

Forse anche per questa voglia di raccontarsi, Pat non se ne andrebbe mai dal palco del Black Market, dando vita ad uno dei live più lunghi visti in questa rassegna. Ben due ore di performance, che si concludono con la prima traccia del suo nuovo album, Candy.

Un ottimo concerto e un ottimo artista. Un ottimo modo per tornare in città e trovare la carica per superare le prossime settimane, in attesa dei banchetti natalizi.

Forse è meglio che mi metta a dieta.

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