Amy Gillespie – Seventh Wave

Peppe Trotta per TRISTE©

Mi piacerebbe riuscire finalmente a capire da cosa dipende l’essere continuamente scambiato per qualcun altro.

Nel corso degli anni sono stato salutato (spesso anche calorosamente) da una miriade di persone sconosciute, anche in città piuttosto lontane da dove vivo e mi sono state attribuite un certo numero di origini geografiche.

Forse semplicemente il mio è un volto anonimo nel quale un po’ chiunque riesce a rivedere i tratti di qualcuno che conosce. Chissà.

AmyGillespie_SeventhWaveAmy Gillespie è una giovane songwriter dalla voce morbida e vellutata che ha da poco pubblicato l’ep autoprodotto Seventh Wave. Vive a Londra, ma se ci dicessero che viene da Portland, Oregon non avremmo ragione di dubitare.

Il suo è un folk intimo, incentrato sulla sua affascinante vocalità e su un picking ricco e scorrevole che dipinge trame sognanti e vagamente polverose che rimandano appunto all’ovest americano.

Incastrate tra le atmosfere più intime dell’iniziale Restoration e la malinconia della conclusiva Gone, troviamo tre brani di un cantautorato essenziale ma tutt’altro che scarno, rifinito da pochissimi elementi oltre l’accoppiata chitarra-voce, che denota una spiccata propensione verso arrangiamenti più ricchi che farebbero risaltare ancor di più le capacità compositive di Amy.

Intanto ce la godiamo così, nel suo approccio diretto e sincero, in attesa di vederne sbocciare appieno il grande potenziale che i cinque brani di questo debutto evidenziano.

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