Little Rivers – Weights

littleriver_weightsVieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Quando ero giovane (no, a 32 anni non si è più giovani. Facciamocene tutti una ragione) avevo molti momenti durante la giornata in cui potermi dedicare totalmente all’ascolto della musica.

Non che avessi poche cose da fare, anzi, ma la musica era il modo principale in cui riempivo i, seppur pochi, momenti di pausa dalle mie molte altre attività.

Ora è tutto più difficile.

E’ più difficile perchè i momenti di pausa si sono ridotti. E’ più difficile perchè una buona parte della mia “inattività” viene risucchiata dall’atac e dai suoi enormi tempi di attesa e di percorrenza.

E’ più difficile, soprattutto, perchè la mia capacità di concentrarmi (veramente) è diminuita. Lo stress continuo di saltare da una cosa all’altra dovuto alla sovraesposizione tecnologica, in parte dovuta anche al mio “vero” lavoro, ha colpito anche me.

La notte però è diverso. Grazie alla mia difficoltà ad addormentarmi ad un orario decente anche durante i giorni feriali, ritrovo del tempo tutto per me in cui la frenesia della giornata è ormai svanita. In cui davvero posso fermarmi ad ascoltare.

Molti sono i dischi che purtroppo non riesco ad approfondire come vorrei, ma tanti sono quelli che passano dalle mie orecchie. E tra questi i più graditi sono quelli che recupero ascoltando migliaia (letteralmente) di tracce su bandcamp.

Di recente sono incappato in Weights, il nuovo EP di Callum Cairns e del suo progetto solista Little Rivers. A cavallo tra Belfast e Liverpool, l’artista d’oltremanica mescola folk ed elettronica per un risultato dal sapore agrodolce.

Le tonalità che si alzano sopra tappeti di synth ricordano le atmosfere che abbiamo imparato ad amare con i Bon Iver, mentre un dolce tocco pop/folk dalla chiara impronta cantautoriale risalta in più di un momento dell’EP.

Punto più alto di questo ottimo disco è Here // Now, in cui la voce di Callum è accompagnata da quella di Katie Overbury in una ballad rarefatta dal sapore invernale capace di scaldare i cuori.

I brani targati Little Rivers sono capaci di arrivare diretti al primo ascolto, ma è trovando il tempo di riascoltare con attenzione i quattro brani che compongono questo EP che è possibile apprezzare fino in fondo la raffinatezza di questo prodotto, che grazie anche ad una buona dose di furbizia (in senso buono) nelle sonorità sembra preparare Callum Cairns ad un salto verso un pubblico ancora più ampio.

In questa realtà sempre più veloce, cerchiamo di riconquistare dei momenti di serenità. Cerchiamo di non riempire ogni istante con centinaia di input: limitiamoci a quelli sonori, che hanno davvero un potere magico. Specialmente di notte.

 

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