Club Night – Hell Ya

Giacomo Mazzilli di TRISTE©.

500 grammi di farina, 100 grammi d’olio d’oliva, qualche cucchiaio di rosmarino secco, 125ml di acqua, un uovo, sale quanto basta.

Non sto dando i numeri, ma la ricetta dei taralli. Quelli lucani, come il 50% del sangue che scorre nelle mie vene. Quello che mi ha portato a fermarmi a Picerno, sulla strada verso Gallipoli, qualche mese fa. Là ho scoperto l’eccellenza dei peperoni cruschi.

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Kadhja Bonet – The Visitor

kadhjabonetFrancesco Amoroso per TRISTE©

Non passa un giorno senza leggere su qualche rivista (spesso on line) un’invettiva contro i social network o un’inchiesta su quanto internet sia dannosa per l’umanità.

Forse, al netto del solito catastrofismo e del sensazionalismo che le testate giornalistiche hanno ereditato proprio dalla rete, queste affermazioni non sono del tutto infondate, ma, personalmente, continuo a ritenere internet e i social network un semplice mezzo che assume caratteristiche positive o negative a seconda dell’uso che se ne faccia.

Una delle innovazioni per me più straordinarie portate dai social network è, in ogni caso, l’opportunità (una volta una pura chimera) di entrare in contatto con artisti e musicisti che amiamo.

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Little Rivers – Weights

littleriver_weightsVieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Quando ero giovane (no, a 32 anni non si è più giovani. Facciamocene tutti una ragione) avevo molti momenti durante la giornata in cui potermi dedicare totalmente all’ascolto della musica.

Non che avessi poche cose da fare, anzi, ma la musica era il modo principale in cui riempivo i, seppur pochi, momenti di pausa dalle mie molte altre attività.

Ora è tutto più difficile.

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Joe Sampson – Songs of Delay

joesampson_songsofdelayGiulia Belluso per TRISTE©

Settembre è un mese bellissimo.

Il caldo torrido comincia ad allentare la propria morsa e le giornate sempre più fresche si accorciano lentamente, minuto dopo minuto. Purtroppo è anche il mese in cui veniamo di nuovo travolti dalla frenesia della vita di tutti i giorni: accompagna la nonna, corri al supermercato, compra un biglietto aereo, ricordati di riprendere la nonna, non percorrere le vie intasate dal traffico e (magari) vola al concerto.

La frenesia di settembre è come il caldo appiccicaticcio di agosto: non te ne liberi facilmente. A meno che nella playlist musicale che hai in macchina ci sia l’imperscrutabile delicatezza di musicisti come Joe Sampson.

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Kelsey Lu – Church

KelseyLu_ChurchEPPeppe Trotta per TRISTE©

L’estate è a pieno regime e ho voglia di mare e di vacanze. Mi ritrovo invece immerso nel lavoro e alle prese con doveri da assolvere che eviterei volentieri.

Tra questi una serie di matrimoni (perché la gente continua a sposarsi nel 2016) che mi costringono a vivere ore pomeridiane di caldo intenso vestito di tutto punto all’interno di una chiesa.

Una sensazione particolare rimetterci piede, riemergono i ricordi di quando da bambino ero un frequentatore assiduo, immagini che immediatamente si fondono al mio attuale, distaccato punto di vista sulla religiosità.

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GREY \\ WATER – LOVE EP

GREYWATER_LoveEPArrivato a questo periodo dell’anno, sistematicamente, rallento ogni mia attività: quello che normalmente farei in un’ora ne richiede tre, quello che avrei fatto in una mattinata di lavoro mi porta via due giornate.

Sarà la stanchezza accumulata, sarà la voglia di abbandonare questa città invivibile (quantomeno d’estate) e tornare a casa (al mare). Sarà il caldo. Il caldo: sembra tutto rarefatto, come in un sogno.

Ma almeno una cosa l’ho imparata: quando cercate una casa l’unica cosa che conta è che ci siano finestre che si affacciano su lati diversi così la sera potete aprirle e fare corrente.

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New Pope – Youth EP

Marica Notte per TRISTE©

Se solo sapessi dipingere, ora dipingerei un quadro. O meglio cercherei di rappresentare ciò che vedo in questo istante per sottrarlo al tempo, cercando di mantenere il più possibile la conformità con il paesaggio che mi circonda. Cercherei di mantenere la conformità tra l’esterno e l’interno senza modificare troppo la realtà, perché potrebbe essere uno sbaglio.

A volte (e oggi è una di quelle) la luce è perfetta. Entra con raggi sottili su pareti, legno, cose e volti. Tra le pieghe né troppo strette né troppo larghe della tenda, la luce non ha colori, la luce non è nelle cose, la luce è nomi di cose da noi percepite. Il Sole è fermo (e questo è assodato) e le nuvole spostandosi un po’ di qua e un po’ di là creano passaggi d’ombra sui sottili fili d’erba che restano lì con naturalezza.

Se solo sapessi dipingere io oggi dipingerei un quadro.

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